SALUTE. Al Policlinico il congresso nazionale promosso dall’unità di Pediatria dedicato alla malattia e al ruolo chiave della nutrizione nel metabolismo in età infantile

Uno su 800 sviluppa la patologia. Il primario Maffeis: «Molte calorie e troppo poco movimento» Vegani e vegetariani: «Svezzamento con cautele»Un’alimentazione ricca di calorie e una scarsa attività fisica contribuiscono all’insorgere del diabete anche nei bambini.

A Verona un ragazzino su dieci è obeso e tre su dieci sono in sovrappeso. Dall’unità di Pediatria a indirizzo diabetologico e Malattie del metabolismo dell’Azienda ospedaliera di Verona, affidata a Claudio Maffeis, fra prime visite, accertamenti e presa in carico transitano ogni anno circa 500 bambini e adolescenti fino ai 18 anni. Uno ogni 800 ha il diabete di tipo 1, tipico dell’infanzia, che necessita della somministrazione di insulina più volte al giorno e del controllo costante della glicemia. «Anche se in Veneto le statistiche sono leggermente inferiori rispetto al resto dell’Italia, il problema è diffuso» conferma il primario, presidente del congresso nazionale «Nutrizione, metabolismo e diabete nel bambino e adolescente» che si svolge al policlinico di Borgo Roma. Per la prima volta con un focus sullo svezzamento vegetariano: «Può essere adottato, così come quello vegano, purché ci sia un adeguato follow-up del bambino, sia somministrato da esperti e siano forniti al piccolo tutti gli integratori indispensabili per la dieta vegana e in parte necessari anche per quella vegetariana» raccomanda. Al centro del dibattito l’eccesso ponderale nell’infanzia, che «in più della metà dei casi» commenta Maffeis «persiste nelle età successive e porta con sé svariate complicanze. Fattori di rischio, come la pressione un po’ più alta del normale e gli elevati livelli di lipidi nel sangue, possono dare origine a ipertensione e diabete. Inoltre più si aspetta, più l’obesità diventa difficile da trattare». Un fenomeno in aumento con l’epidemia di sedentarietà che colpisce i giovanissimi. «Un bambino di 30 anni fa mangiava più calorie, ma si muoveva di più. Oggi i bambini ne mangiano meno, ma si muovono poco. Cala il fabbisogno energetico e l’esito finale è la tendenza all’aumento di peso». La genetica è responsabile al 50 per cento, ma l’espressione dei geni si può modificare. Ecco perché la prevenzione è fondamentale anche in caso di predisposizione. «Malattie dell’adulto legate al sovrappeso sono prevenibili già nella fase della gravidanza e nei primi due anni di vita del piccolo, il periodo in cui si sviluppa la capacità di regolazione del metabolismo». Dieta corretta, buone abitudini e attività fisica fanno la differenza anche quando si decide di mettere in cantiere un bimbo. «Donne e uomini che vogliono diventare mamme e papà dovrebbero avere una vita sana. Dopo il parto diventa importante l’allattamento al seno, se possibile, e uno svezzamento equilibrato per il quale gioca un ruolo fondamentale il pediatra di base, in qualità di consulente della nutrizione». Per dare risposte concrete alle famiglie la pediatria veneta ha attivato per prima in Italia i Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali dell’obesità del bambino e dell’adolescente, coordinati a Verona da Maffeis, con interventi articolati in tre ambiti distinti ma integrati: pediatra di libera scelta, unità operativa ospedaliera o distrettuale, centro specialistico di terzo livello.«Si opera anche un’azione preventiva a partire dal neonato fino al termine dell’età evolutiva. La rete dell’obesità pediatrica si integra con la rete dell’obesità per l’adulto» conclude Maffeis. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 21

Data: 9/06/2018

Note: Laura Perina