Salezze con il quadro donato al presidente Mattarella un mese fa

LA STORIA. Siamo andati nella galleria di via XX Settembre dove espone il pittore autore del quadro mostrato dal presidente a fine anno in Tv. È nipote e figlio d’arte
Frequenta il centro regionale per l’Autismo «Dipingo sfumature. Cos’ho provato la sera del 31 dicembre davanti alla televisione? Tante belle cose»
ENRICO GIARDINI
Dipinge macchie a tinte forti. D’istinto. Qualche pennellata, poi si ferma un po’, va a farsi un giro, poi torna e riprende. Felice, ispirato. Convinto. «Quelle macchie sono sfumature», dice sorridendo Diego Salezze, 45 anni, autistico, guardando in giù dal suo metro e novanta. È l’artista che frequenta con tanti altri ospiti, bambini e adulti, il Centro regionale Autismo all’Ospedale della donna e del bambino di Borgo Trento. È lui l’autore del quadro donato – con altri realizzati dagli ospiti – il 30 novembre scorso, a Verona, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Che lo ha esposto al Quirinale al suo fianco durante il discorso di fine anno a reti unificate, seguito da 10 milioni di telespettatori.Al termine del suo messaggio il Capo dello Stato ha salutato appunto gli amici del Centro Autismo di Verona, esprimendo apprezzamento per le opere donategli, capaci di comunicare, ha detto. E Diego Salezze, veronese, residente in quartiere Catena, era davanti alla televisione con i suoi familiari. Che cosa ha provato, Diego, guardando il suo quadro a fianco del presidente della Repubblica e ascoltando le sue parole? «Tante belle robe», risponde Salezze nella Galleria d’arte Isolo 17, a Veronetta, in via XX Settembre 31/b. È un locale di Giovanni Monzon, dove sono esposte alcune delle opere di Salezze, insieme ad altre (articolo a fianco).È nipote e figlio d’arte, Diego. Il nonno Mirko Salezze, morto nel 2004 all’età di 89 anni, fu un noto pittore paesaggista, a cui tutt’ora sono dedicate mostre, non soltanto a Verona. Anche la mamma di Diego, Isabella Recchia, dipinge, nel filone impressionista. Epperò Diego ha un suo stile originale. Ama i colori. Li mischia: giallo, arancio, verde, grigio. «Le tinte del prossimo quadro saranno rosso, verde, blu. E nero», aggiunge Diego, che ha cominciato a dipingere una ventina d’anni fa.Vicino a lui nella galleria ci sono il papà Paolo, pensionato bancario, e il dottor Leonardo Zoccante, il neuropsichiatra che dirige il Centro regionale Autismo, dove la pittura e l’arte figurativa sono parte dell’attività. C’è anche una giornalista del settimanale Gente, giunta in città per raccontare la sua storia e quella del Centro regionale Autismo.La chiamano «Outsider Art», ma sia Monzon che Zoccante preferiscono definirla «arte irregolare. Ma è arte vera, perché esprime quanto l’artista ha dentro e lo fa capire», dice il medico. Colpi di pennello, figure stilizzate, paesaggi, tanti colori vivi, emozioni immediate. I quadri di Diego, con tanti altri degli ospiti del Centro, hanno fatto parte anche della rassegna Art Verona, come ricorda chi l’ha seguita per questo tipo di opere e cioè Loredana Ragazzoni, grazie al lavoro svolto con i giovani autistici dall’insegnante Daniela Rosi, dell’Accademia di Belle arti di Verona. “Euritmie: talenti speciali accedono alle arti” è invece la rassegna di opere già da anni organizzata dalle associazioni venete Autismo, in collaborazione con il Comune, a cui anche Diego ha partecipato.Diego è sintetico, nel dipingere e nel parlare. Si aggira per il locale di Veronetta appoggiandosi con il viso ai suoi quadri e anche agli altri. Quasi che volesse farsi accarezzare dalla sue chiazze-sfumature e dai vari soggetti. «Vorrei dipingere adesso un quadro usando i colori rosso, bianco, nero e blu», dice, e sicuramente pensa già a come collocare le macchie. Sui suoi pittori preferiti Diego ha le idee chiarissime: «Gauguin, Van Gogh, Kandiskij», spiega. Ricordando ancora le parole che gli ha detto il presidente Mattarella durante la sua visita a Verona di un mese fa, al Centro Autismo, dove ha fatto un’immersione totale nei colori e nelle storie dei tanti bambini, ragazzi e adulti autistici ospiti. «Parole belle», dice Diego. La parola, la bellezza che aiutano a vivere. Esprimere e suscitare emozioni. In bianco, nero, giallo e grigio. «E anche blu», aggiunge Diego Salezze, artista irregolare.

Tratto da: Il giornale L'ARENA

Data: 4/01/2019

Note: Foto Marchiori pag.20