IMMONDIZIE E POLEMICHE. . . Il presidente di Amia Miglioranzi chiarisce il ruolo della partecipata

«Per l’appalto da 665 milioni manca la commissione ministeriale
si potrebbe però affidare il servizio a uno dei Comuni della provincia»
«Incrementare il porta a porta? Ben venga. Ma la decisione compete all’amministrazione», come stabilisce una delibera del febbraio 2011. Non c’è malizia nelle parole del presidente di Amia Andrea Miglioranzi che, anzi, assicura di aver già chiarito con l’assessore Daniele Polato (sua la delega agli enti partecipati) in merito all’esternazione sulla battuta d’arresto della raccolta differenziata. Semmai erano «parole espresse nei confronti dell’amministrazione precedente e non sull’operato di Amia» commenta. Ma facciamo un passo indietro. Lunedì mattina l’assessore Polato ha tenuto a battesimo l’insediamento del nuovo presidente e del consiglio d’amministrazione di Agsm (che possiede il cento per cento delle quote della multiutility di igiene ambientale e a sua volta è di proprietà del Comune), indicando tra le priorità in agenda «il potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti, che era in crescita ma poi, inspiegabilmente, negli ultimi anni si è fermata».La percentuale oscilla tra il 52 e il 53 per cento, però è fissa da tempo. A Verona il raggio d’azione del porta a porta non è più stato ampliato ed esclusi il centro storico e lo Stadio, per i quali il sistema di raccolta era già stato giudicato inadatto, al momento i quartieri coperti sono ancora gli stessi di due anni fa, quelli della cintura esterna come Quinzano e Parona. E bisogna fare i conti con la scadenza del 2022 quando – stando alle normative comunitarie – il riciclaggio dovrà essere al 70%.«Lo stallo c’è», conferma Miglioranzi, e la colpa sarebbe del project financing per scegliere a chi affidare la differenziata. L’appalto di 15 anni (spesa stimata in 665 milioni di euro) indetto l’anno scorso dal Comune è bloccato in attesa che il Ministero nomini la commissione di valutazione delle proposte (ne sono pervenute quattro, compresa quella di Amia che avrebbe diritto di prelazione) per poi aggiudicare la gara.«Ma è una scelta fatta dall’amministrazione precedente e può essere cambiata da quella in corso. Volendo ci sarebbe una soluzione più facile» suggerisce, «cioè l’affidamento diretto del servizio facendo entrare un socio tra i Comuni della provincia. In tal modo l’ente locale osserverebbe la legge e basterebbe aggiornare il piano finanziario per partire immediatamente con l’allargamento del porta a porta».Insomma, la palla passa alla politica. «A noi l’ampliamento sta benissimo», sottolinea Miglioranzi. «Dai dialoghi fugaci avuti con il sindaco Federico Sboarina, e da quelli un po’ più approfonditi con l’assessore Polato, anche il Comune mi è sembrato disponibile. Amia l’ampliamento l’aveva già programmato tenendo conto dei costi iniziali per l’aumento del numero dei mezzi e le nuove assunzioni, ma con la consapevolezza che se il cittadino risponde bene i risparmi sarebbero notevoli. Ogni tanto con Tosi avevamo delle discussioni… Ricordo quando Fabio Venturi da presidente della Quinta circoscrizione si era messo a disposizione per allargare il servizio tra Ca’ di David e Borgo Roma… Però Tosi disse di no. Non voleva incrementi a spot, ma uno generalizzato da realizzarsi col project».

 

Laura Perina

Tratto da: arena-cronaca - pag.17

Data: 31/08/2017