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TRASPORTI PUBBLICI. Dopo il servizio extraurbano, Atv costretta ad aumentare il prezzo anche per le corse in città.

Dal 1° luglio passa da 1,10 a 1,30 euro, durata di 90 minuti. Abbonamenti mensili da 28 a 37 euro.

 

Brutte notizie per gli utenti del trasporto pubblico. Dal 1° luglio il costo del biglietto dell´autobus subirà infatti un pesante ritocco verso l´alto, colpa, si sottolinea a Palazzo Barbieri, dei tagli della Regione ai finanziamenti. La tariffa passerà da 1,10 a 1,30 euro. L´aumento – che segue a quello dei trasporti extraurbani decisi dalla Provincia lo scorso anno – secondo l´assessore alla mobilità Enrico Corsi, sarà «in parte compensato» dal fatto che il ticket avrà validità per 90 minuti e non più 60. Ma saranno gli abbonati a pagare il prezzo più alto: si passerà da 28 euro mensili a 37. Per gli studenti il rincaro sarà invece minimo: da 23 a 24 euro.
La «stangata» decisa dalla Giunta era nell´aria dopo che l´azienda trasporti aveva chiuso i conti del 2011 con un disavanzo di 3,2 milioni. L´annuncio è stato dato da Corsi e dal suo collega alle aziende partecipate Enrico Toffa! li, insieme al direttore generale di Atv, Stefano Zaninelli.
L´aumento, sostiene Corsi, «è inevitabile visto che i trasferimenti regionali erano già diminuiti nel 2011 e quest´anno si sono aggiunti ulteriori tagli». E spiega: «I 6,6 milioni di chilometri annui della rete veronese finanziati hanno visto il contributo regionale ridursi da 13 milioni nel 2010 a 12,5 nel 2011. Se pensiamo», esclama, «che a Venezia, solo per i 15 milioni di chilometri di Mestre vengono destinati 27 milioni di euro, è del tutto evidente che la ripartizione attuale non è equa. Stiamo mobilitando tutte le altre province per porre fine a questa disparità». Ma, per rimediare a una situazione sempre più difficile, a Palazzo Barbieri, secondo indiscrezioni non confermate ufficialmente, si starebbe addirittura studiando un piano di uscita dall´Atv, l´azienda unica dei trasporti, per tornare alla situazione precedente il 2007 quando i trasporti urbani erano gesti! ti da Amt e quello extraurbani da Aptv. Il Comune, sostengono ! i fautori della separazione, si avvantaggerebbe di una gestione più efficiente e di costi per il gasolio minori, visto che il 60 per cento dei bus urbani viaggia a metano.
I trasferimenti della Regione al trasporto pubblico locale sono passati dai 287 milioni del 2010 ai 253 del 2011, con l´indicazione di diminuire i chilometri del servizio e di aumentare le tariffe.
Corsi, tuttavia, assicura che l´aumento non si può definire una stangata poiché «le nuove tariffe ci allineano con Padova le cui le tariffe sono tra le meno care, mentre a Vicenza l´abbonamento mensile è di 39 euro e di 35 per gli studenti e a Venezia il biglietto costa 1,30, ma con validità di 60 minuti». Per ridurre i costi è stata inoltre decisa una riduzione per 400mila chilometri di percorrenza nel periodo estivo. «Si tratta del periodo in cui, anche per la chiusura delle scuole, si penalizzano meno gli utenti» spiega Corsi.
Anche il direttore generale Zaninelli! sostiene che la misura della Giunta è inevitabile. «Atv ha cercato di fronteggiare l´aumento dei costi con una riduzione delle spese di gestione, passando da 840 a 760 dipendenti con il blocco del turn-over e tagliando, unici a farlo, del 20 per cento lo stipendio dei dirigenti, quindi». asserisce Zaninelli, «margini di recupero non ce ne sono più, a meno che non si cambi criterio di assegnazione dei finanziamenti che ora penalizzano fortemente Verona, ciò garantirebbe maggiori fondi per una decina di milioni».
Ad ogni modo», conclude, «gli aumenti arrivano un anno dopo rispetto a quelli già praticati dagli altri capoluoghi veneti».

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 7/06/2012

Note: CRONACA – Pagina 9