PATRIMONI CULTURALI. Nella Casa delle Sorelle della Sacra Famiglia

La collezione intitolata a Leopoldina Naudet: favorì la lettura tra le giovani per la loro crescita sociale.
Nella casa madre delle Sorelle della Sacra Famiglia, in via Fontane di Sopra a San Giovanni in Valle, fra gli scaffali della biblioteca intitolata alla fondatrice Leopoldina Naudet, beatificata il 29 aprile scorso, nasce la sezione interconfessionale «Donne e fede»: oltre tremila volumi – ma siamo solo all’inizio – dedicati al rapporto fra le donne e la spiritualità, tanto nel Cristianesimo quanto nelle altre religioni. Un’iniziativa che strizza l’occhio al dibattito più vivo che mai sul ruolo femminile nelle Chiese. In Italia è un unicuum e a Verona è il solo catalogo, insieme a quello dell’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere, inserito nel Sistema bibliotecario nazionale (gli altri sono nell’Archivio bibliografico veronese). Tant’è che le richieste di consultazione stanno arrivando da tutta la nazione e qualcuna da Stati Uniti, Inghilterra e Germania. Super specialistica ma lungi dall’essere una torre d’avorio, la biblioteca Naudet è aperta a tutti il giovedì pomeriggio e il sabato mattina. È attivo anche il servizio prestito.Ieri la commissione Cultura di Palazzo Barbieri presieduta da Daniela Drudi, di Battiti, s’è recata in sopralluogo su proposta del consigliere Mauro Bonato, della Lega, molto legato alla congregazione per la quale negli anni Novanta, da editore, curò la prima edizione delle «Memorie secrete» della Naudet. Il fondo «Donne e fede» è un gioiellino di cui si conosce poco o niente, sebbene le suore abbiano cominciato a metterlo in piedi tre anni fa. L’idea è stata di Alberto Savoia, bibliotecario del seminario vescovile, e nel progetto è coinvolta anche Adriana Valerio del Coordinamento delle teologhe italiane, fra i massimi esperti della storia dell’esegesi al femminile, impegnata da alcuni anni a ricostruire l’epistolario della Naudet. Fra l’altro la studiosa, docente di Storia del cristianesimo all’università Federico II di Napoli e direttrice del progetto internazionale e interconfessionale «La Bibbia e le donne», ha donato alla collana un migliaio dei suoi volumi incentrati sulla memoria delle donne nel Cristianesimo. Tutto ha origine nel 2015 dalla catalogazione della raccolta libraria della Naudet, che per l’epoca (siamo a cavallo fra il Settecento e l’Ottocento) possedeva una biblioteca fornitissima: quasi duemila testi di carattere biblico datati fra il 1500 e il 1830, a cui nel corso dei decenni se ne sono aggiunti altri di teologia, ecclesiologia, patristica e storia della Chiesa. Oggi i titoli sono 14mila, un patrimonio di cultura raro da trovare all’interno di un ordine religioso.«Del resto il progetto della Naudet era principalmente culturale», spiega Valerio, che ieri ha illustrato l’iniziativa insieme a Savoia e a suor Marisa Adami, già superiora dell’istituto. «Era una donna colta», figlia di un ufficiale dell’esercito austro-ungarico, nata a Firenze alla corte di Leopoldo di Asburgo Lorena, «e riteneva che il libro fosse determinate per la crescita delle donne. Non a caso fondò numerose scuole di alto livello, su impronta gesuita, per le ragazze che non potevano permettersi un’istruzione».Alla collana ha contribuito il Coordinamento delle teologhe italiane, che ha sede a Verona. Presidente e vicepresidente sono le veronesi Cristina Simonelli e Lucia Vantini. Il prossimo maggio il Coordinamento organizzerà un convegno internazionale in città. A questo proposito la commissione Cultura s’è impegnata a preparare una mozione perché il Comune conceda il patrocinio e uno spazio in Gran Guardia.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 18

Data: 27/06/2018

Note: Laura Perina - foto Marchiori