La Farnesina illuminata di arancione

LA GIORNATA CONTRO I SOPRUSI. Il Consiglio dei ministri pronto a varare una norma che consentirà di accelerare la valutazione delle denunce

Mattarella: «È un fenomeno tragicamente alto» Bonafede: «In Italia 150 femminicidi all’anno» Amnesty denuncia: «Quadro normativo ambiguo»

ROMA Di fronte al ripetersi di omicidi e maltrattamenti, nella giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne il governo ha annunciato il varo di un provvedimento per consentire una giustizia più rapida. «D’accordo con i ministri Bonafede (Giustizia) e Bongiorno (Pubblica amministrazione) approveremo in Consiglio dei ministri il Codice rosso che rappresenterà una corsia preferenziale alle denunce, garantendo indagini più rapide», ha dichiarato il premier Conte. Parole che seguono quelle del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Nel nostro Paese il fenomeno della violenza sulle donne è tragicamente alto e la sua denuncia ancora troppo reticente. Si devono favorire le condizioni per superare questi ostacoli».E nella «Giornata delle Nazioni Unite per l’eliminazione della violenza contro le donne», Enzo Moavero Milanesi, ministro degli Esteri ha fatto illuminare di arancione il Palazzo della Farnesina sede del ministero.La lista dei casi di violenza è lunghissima: «Le statistiche – ricorda Bonafede – parlano di 150 femminicidi l’anno, consumati nei contesti familiari, per mano di mariti o partner, ex o altri familiari. Le sentenze ci dicono che sul totale delle condanne per omicidi di donne, l’85% sono classificabili come femminicidi, perché avvenuti in ambito familiare. Nel 2017 sono state 2.018 le sentenze definitive per violenza sessuale, 1.827 quelle per stalking».Spesso le donne non hanno il coraggio di parlare e quando lo fanno, trovano tempi di risposta inadeguati. Con il disegno di legge annunciato le denunce per maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate commessi in contesti familiari o di convivenza, saranno portate direttamente al Pm che dovrà sentire la donna entro tre giorni. E la polizia giudiziaria dovrà dare priorità alle indagini. A differenza di altri provvedimenti, questo non sembra destinato a produrre frizioni tra gli alleati di governo. «Il Codice rosso per dare priorità assoluta all’esame delle denunce di donne maltrattate, minacciate o molestate è un mio impegno, andrò fino in fondo», dichiara il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Qualche dubbio arriva dal Pd. «Sono molto preoccupato perché vedo in questi primi passi del governo segnali di arretramento. Non ci sarebbe un peccato mortale più rilevante di questo», dichiara Marco Minniti. «Il codice rosso c’è già, non è una novità – aggiunge Cosimo Ferri – è grave invece tornare indietro e tagliare i fondi al piano nazionale antitratta e al fondo per le pari opportunità». AMNESTY. Sul tema ieri è intervenuta anche Amnesty International secondo cui il quadro normativo europeo sui casi di violenza è ambiguo e talvolta pericoloso. Per l’associazione infatti in Europa solo otto Paesi – e fra questo non c’è l’Italia – definiscono esplicitamente per legge il sesso non consensuale come «stupro»: nella stragrande maggioranza prevale l’ambiguità della norma e se non c’è violenza fisica, coercizione o minacce, il rapporto sessuale imposto è declassato a reato minore. A essere aggiornate, secondo Amnesty, sono solo le leggi sulla violenza sessuale di Regno Unito, Irlanda, Belgio, Cipro, Germania, Islanda, Lussemburgo e Svezia. Negli altri Paese, fra cui l’Italia, ma anche, per esempio, l’Olanda, la Danimarca, l’Austria e la Svizzera, la fattispecie dello stupro presuppone l’uso dimostrato della forza. Amnesty poi cita un rapporto sulla violenza di genere secondo il quale oltre un quarto delle persone interpellate in tutta l’Unione europea ritiene che ci siano situazioni in cui il sesso imposto, non consensuale, sia giustificato.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 4

Data: 26/11/2018