Una fase dei lavori a Villa Maffei Medici Balis Crema a Romagnano di Grezzana

PATRIMONIO. Lavori a villa Medici Maffei Balis Crema a Romagnano di Grezzana, in Valpantena

Saloni affrescati e stemmi araldici testimoniano il rango degli antichi proprietari. Il progetto prevede un «resort» e un ristorante. Una villa affacciata sulla Valpantena, uno scrigno di memorie che evoca una vita signorile di campagna, di nobili possidenti, di gastaldi e contadini, al centro di un’impresa agricola fondata sui patrimoni del nostro territorio, la vite e l’olivo. Una tenuta di collina, Verona sullo sfondo e in mezzo il verde di prati e campi coltivati.Villa Maffei Medici Balis Crema, a Romagnano, sopra Grezzana, è una dimora che custodisce un passato ricco di storia e di storie. I suoi saloni affrescati, i soffitti a cassettoni di legno decorato, gli stemmi araldici testimoniano il rango, il gusto e le risorse dei committenti, quando secoli fa la tenuta era di proprietà di due grandi famiglie, prima i Maffei e poi i Medici.Oggi, dopo gli anni del declino, la villa sta per rinascere a nuova vita. Anzi, a riprendere lo splendore dei suoi anni migliori coniugato allo spirito del presente più smart: la tradizione recuperata con attenzione filologica e reinterpretata secondo canoni di eleganza. Diventerà un resort, lo sta già diventando. E il cuore, un cuore biologico e goloso, sarà il ristorante gestito da Giacomo Sacchetto, talentuoso chef cresciuto nella cucina dello stellato Giancarlo Perbellini. Non solo ristorante: un luogo con un’anima naturale e responsabile, circondato dall’orto, in un rapporto stretto fra i prodotti della terra e la cucina e pochi passi di distanza.Ma andiamo con ordine e ricominciamo dalla storia. Della villa si hanno prime testimonianze all’inizio del Cinquecento – una data 1503 è incisa sulla chiave di volta dell’ingresso – associate alla famiglia Maffei che l’aveva costruita sviluppando un fabbricato già esistente nel contesto di una grande opera di sviluppo agricolo della zona. Era il fulcro di un’attività economica e il gradevole rifugio estivo della famiglia. Ma il passaggio di proprietà era imminente, dai Maffei ai Medici, attestato da un atto notarile all’inizio del Seicento. Di origine bresciana, i Medici si erano stabiliti a San Michele in una dimora magnificata già dal Sansovino. Nobili per meriti bellici – avevano contribuito con somme ingenti alla guerra della veneziana Repubblica Serenissima con l’Impero Ottomano per il dominio sull’isola di Creta – a Romagnano avevano conservato l’impostazione socio-economica dei precedenti proprietari, con il coinvolgimento della popolazione locale.Con il passare degli anni la villa subisce qualche modifica, fino a quando al termine dell’Ottocento l’ultima discendente del ramo veronese dei Medici, Maria Veronica, va in sposa all’ingegner Luigi Balis Crema: questo è il nome della famiglia che manterrà la proprietà fin quasi ai giorni nostri, prima degli anni del lento abbandono e prima dell’acquisto da parte dell’imprenditore Zecchini che ha raccolto la sfida della trasformazione in resort.Oggi alla villa i lavori sono già in una fase avanzata. La barchessa ha ripreso ed esaltato un caratteristico motivo a fasce bianche e rosse, all’edificio nobile è stato restituito lo smalto del passato. Il piano terra della dimora ospiterà gli spazi per l’accoglienza dei visitatori e una biblioteca fondata sul nucleo storico degli archivi della famiglia Medici.Ai piani superiori, saloni (anche per eventi), camere e suites. Affacciato sulla Valpantena, un orto di 2mila metri quadrati dall’originale conformazione concentrica sarà messo in stretto connessione con il ristorante prospicente, una struttura vetrata che appunto è in dialogo con la sua naturale dispensa, la terra e i suoi ritmi lenti, i suoi prodotti genuini. Che verranno poi anche messi in vendita in una dispensa-spaccio ricavata nella casa del custode, collegata al ristorante che sorgerà a un livello inferiore della corte.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 17

Data: 4/11/2019