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Sono cambiati il nome, il partner, la sede e soprattutto la filosofia. Nel dicembre 2009 l’allora dg dell’Ulss 20, Giusi Bonavina, presentava «l’istituto per gli anziani», frutto della sinergia fra l’azienda sanitaria territoriale e quella ospedaliera, non ancora integrata. Al Geriatrico avrebbero dovuto essere concentrati «tutti i servizi sanitari e amministrativi per gli ultra sessantacinquenni, compreso uno sportello unico da cui accedere a qualunque struttura». Per evitare all’anziano, spesso con problemi di deambulazione, di fare giri dell’oca da un distretto all’altro o da un ambulatorio all’altro. Bonavina aveva presentato il progetto, ideato per bilanciare l’ospedale della donna e del bambino, con entusiasmo, evidenziando «la reale integrazione del sistema socio-sanitario per l’anziano». Una scelta dettata dai numeri: il paziente geriatrico è il più impegnativo in termini sanitari e economici: il 24% dei ricoveri ospedalieri riguardano chi ha più di 65 anni.Il progetto è rimasto evidentemente nel cassetto e ieri è stata presentato il nuovo, dal nome inglese che lascia intravedere la sua vocazione: più ricerca che servizi. E la sede non sarà al Geriatrico, perchè verrà abbattuto. Chi programma la sanità è realmente convinto che siano questi i servizi di cui necessitano gli anziani veronesi? 

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA - cronaca - pag. 16

Data: 7/04/2016

Note: P.COL.