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TRASPORTO PUBBLICO. Un’apposita «unità di crisi» si riunisce a Palazzo Barbieri per programmare l’avvio del più importante progetto degli ultimi anni in città.
Vertice per organizzare i cantieri in partenza il 18 gennaio. E si saprà il nome del dirigente comunale chiamato a guidarli.

 

Per il progetto del filobus, quella di oggi sarà una giornata decisiva. Sia sul fronte dell’organizzazione dei cantieri, con una riunione-fiume a Palazzo Barbieri della cosiddetta Unità di crisi, che su quello della direzione dei lavori. Oggi, a meno di sorprese clamorose, si saprà infatti il nome del dirigente di Palazzo Barbieri che, in via provvisoria, assumerà l’incarico di direttore dei lavori gestendo la delicatissima fase di avvio dei cantieri, a partire da lunedì prossimo. Per rispettare tale scadenza, confermata di recente dallo stesso sindaco Flavio Tosi, quindi, da oggi parte la corsa contro il tempo. A tale riguardo, l’assessore alle partecipate Enrico Toffali si dice «assolutamente fiducioso» sull’avvio del cantiere alla data prevista del 18 gennaio. «Tutti stiamo lavorando alacremente per questo obiettivo» ha ribadito. Il problema della direzione dei lavori è scoppiato dopo che la Giunta comunale, nella seduta del 4 novembre, aveva ritenuto «incompatibile» l’attribuzione di questo incarico a chi già svolge quello di responsabile unico del procedimento, il direttore generale dell’Amt, l’ingegner Carlo Alberto Voi. Una decisione, presa sulla base di un parere (sollecitato dallo stesso presidente dell’Amt Stefano Ederle) dello studio legale Zoppolato & Associati di Milano. Da allora, tale nodo non è stato ancora sciolto. Tanto che lo stesso Cda di Amt, azienda che fa da stazione appaltante del Filobus, per sbrogliarlo si è rimessa alla decisione del suo socio unico, il Comune di Verona. E oggi, dopo un’ulteriore proroga di alcuni giorni, scade il bando di gara interno, rivolto a dirigenti e funzionari di Palazzo Barbieri.Dell’Unità di crisi, che si riunisce oggi, fanno parte responsabili e tecnici dei settori mobilità, traffico e strade del Comune, della polizia municipale, dell’Amt, dell’Atv, gli ingegneri e i tecnici delle varie imprese, con il Consorzio cooperative costruzioni a fare da capofila, che lavoreranno per mille giorni, a partire dal 18 gennaio, sui 34 chilometri di tracciato cittadino. Si tratta, dal punto di vista dell’impatto sulla città, del maggiore intervento dagli anni del dopoguerra. Ma oltre che pianificare l’avvio del cantiere della filovia, si dovranno anche organizzare gli interventi viabilistici per far fronte ai lavori di ristrutturazione del ponte sul canale Giuliari, che comporterà la chiusura della strada tra Verona e Pozzo di San Giovanni Lupatoto a partire da lunedì 18 gennaio. «In questo periodo non ci facciamo mancare nulla», è il commento ironico di un dirigente comunale.I lavori per la realizzazione del nuovo sistema di trasporto pubblico di massa, per rispettare i tempi di consegna previsti dal contratto, partiranno contemporaneamente su più fronti. I cantieri iniziali, secondo alcune indiscrezioni, saranno almeno tre. Ma nel giro di alcune settimane si arriverebbe a lavorare contemporaneamente su sei direttrici. Una situazione da incubo per chi dovrà gestire la viabilità. Con ogni probabilità le ruspe entreranno subito in azione a Verona Sud, in località Genovesa, dove sarà costruito il parcheggio scambiatore. In seguito si potrebbe operare sul tratto tra il policlinico di Borgo Roma e viale dell’Agricoltura. Un altro cantiere di grosso impatto sarà quello nella zona tra piazzale XXV Aprile e lo Stadio. La prima parte dei lavori interesserebbe il tratto piazzale della stazione-viale Andrea Palladio, fino all’incrocio con via Albere. Poi si proseguirebbe fino a via Fra’ Giocondo. Sempre in contemporanea si lavorerà anche nella parte est del tracciato. oE.S.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 11/01/2016

Note: CRONACA - pagina 7