IL CASO. La maggioranza in Consiglio chiede di modificare il tracciato nei punti più contestati. Zanotto: «Tempi stretti»
Mozioni della maggioranza per un’alternativa al portico in via San Paolo ed evitare il taglio di alberi in via Fra Giocondo. L’opposizione: «Fotocopia delle nostre, bocciate»
I desiderata del Consiglio comunale sul filobus sono già sul tavolo dei dirigenti dell’Amt, che ora sono chiamati a ottemperarli. O quantomeno a provarci. L’altra sera, in una seduta fiume che è proseguita fino a notte inoltrata, sono passate all’unanimità due mozioni presentate dalla maggioranza che fanno retromarcia su due nodi importanti della filovia, duramente criticati dai residenti. La prima, a firma del capogruppo di Verona domani Marco Zandomeneghi, impegna l’amministrazione a chiedere all’Amt uno studio di fattibilità di una o più soluzioni alternative al porticato pedonale di vis San Paolo. L’altra, a firma della capogruppo della Lega Anna Grassi, chiede sostanzialmente di spostare da un lato all’altro della strada, evitando lo spartitraffico, il capolinea del filobus allo Stadio, salvando così gli alberi di via Fra Giocondo.«Le mozioni sono state subito inoltrate all’Amt», ha confermato l’assessore alla Viabilità Luca Zanotto. «Ora l’azienda cercherà di capire se e come sarà possibile accogliere le istanze del Consiglio comunale. Certo è che, soprattutto su via Fra Giocondo, i tempi sono davvero ristretti», spiega Zanotto. Sul fronte di via San Paolo, invece, «a essere ristretti non sono tanto i tempi, quanto gli spazi», riflette Zanotto.Decisamente scettico è infatti il direttore dell’Amt Carlo Alberto Voi, referente del progetto Filobus. «In via Fra Giocondo i lavori sono sostanzialmente già iniziati, stravolgere il piano ora sarà piuttosto difficile», spiega. Quanto al nodo di via San Paolo, spiega Voi, «una variante al progetto esecutivo, non ancora presentato, sarebbe tecnicamente possibile. Rimane da capire, in che modo. L’alternativa al porticato pedonale è lo stop e il conseguente senso unico alternato: opzione però già presa in considerazione in conferenza dei servizi anni fa e bocciata perché rallenterebbe troppo il nuovo sistema di trasporto pubblico, che si basa proprio sull’efficienza tempistica dei collegamenti. Opzione stralciata non dall’Amt ma dagli stessi tecnici del Comune», ricorda Voi.Le due mozioni hanno infiammato, e compattato, le opposizioni che hanno fatto ostruzionismo tenendo inchiodati i consiglieri sugli scranni di sala Gozzi fino a tarda notte. Entrambe le proposte, infatti, erano state oggetto la settimana precedente di una mozione di minoranza a firma del consigliere Flavio Tosi. Proposte che però la maggioranza aveva bocciato. «Ripresentarle identiche a pochi giorni di distanza con mozioni-fotocopia, senza spiegare i motivi del ripensamento e senza concedere nulla al dialogo con le opposizioni, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso», spiegano in una nota congiunta i consiglieri di Fare Verona, Lista Tosi, Movimento 5 Stelle, Pd, Verona Civica-Traguardi, Verona in Comune-Sinistra in Comune.«La mozione Tosi su via San Paolo chiedeva l’opzione del senso unico alternato, già cassata. Noi invece chiediamo all’Amt uno studio di fattibilità che vagli altre opzioni. Tra queste, la possibilità di chiudere al traffico veicolare privato questo tratto di strada», argomenta Zandomeneghi.Quasi fuori tempo massimo, – «il progetto filobus è del 2010. Sono passati nove anni. Gli autori delle mozioni per correggere il filobus sono sostanzialmente le stesse persone l’hanno disegnato e immaginato», sottolinea Tommaso Ferrari di Verona Civica e Traguardi – rimane da capire se dalle parole ci sarà spazio per passare ai fatti.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Data: 6/07/2019

Note: Ilaria Noro - fotoservizio Marchiori