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UN PO’ DI CONTI. Il documento contabile da quest’anno si sdoppia: oltre a quello classico ce n’è uno più schematico.
I contributi dal Fondo Speciale scesi dal milione 680mila euro del 2008 a 354mila euro. Servizi garantiti grazie a una gestione sempre più orientata verso reti e sinergie.

 

Dettagliato, e articolato in oltre una trentina di pagine, o riassunto e schematizzato in poche facciate. Il Bilancio Sociale del Csv da quest’anno si fa in due. Oltre alla classica versione in cui da 12 anni il Csv rendiconta attività, entrate e uscite, consulenze e formazione mettendole nero su bianco in una corposa pubblicazione – disponibile on-line sul sito o gratuitamente nella sede del centro, nella versione cartacea – è nato il Bilancio sociale pocket. Si tratta di una versione light che ha l’obiettivo di trasmettere, attraverso schemi di immediata comprensione e una grafica colorata e accattivante, i punti salienti dell’attività annuale del Csv.
In sintesi o per esteso, il Bilancio sociale del 2013 racconta una situazione economica incerta che ha visto diminuire considerevolmente, causa crisi, il Fondo Speciale del Volontariato, da cui il Csv trae le risorse. Da 1 milione 680mila euro del 2008, la cifra destinata all! e associazioni per la progettazione sociale nel 2013 è stata di 354mila euro. Il calo è vertiginoso. Tuttavia, grazie a una politica gestionale sempre più orientata al creare reti e sinergie tra le varie organizzazioni di volontariato attive sul territorio, il Terzo settore veronese riesce a sviluppare nuovi progetti e mantenere alta la qualità dei propri servizi.
Un dato calcolato e documentato. Da tre anni, infatti, il Csv, all’interno del proprio Bilancio Sociale, dedica particolare attenzione alla voce del «valore prodotto» dal proprio operato. Una sorta di misurazione di quanto viene riversato sul volontariato in termini di servizi di consulenza, servizio civile, lavori di pubblica utilità e altri beni. Spiegato attraverso i numeri e i dati riassunti nel Bilancio, il Csv sostenendo costi gestionali e organizzativi per 68mila euro ha generato oltre 274mila euro di valore aggiunto in interventi a sostituzione di assunzioni di lavoro nelle singole OdV, fondi r! accolti e distribuiti e interventi di consulenza non acquistat! i sul mercato direttamente.
«Bilancio Sociale è, per il Csv, un modo per rendere conto ai portatori di interesse (stakeholders), compresi i finanziatori, delle attività messe in campo e del buon utilizzo delle risorse gestite, e sebbene i fondi a disposizione si siano sensibilmente ridotti, in un trend decrescente da almeno quattro anni, resta integro e costante l’impegno di servizi e attività. Fatto di programmazione, contatti, tessitura di reti sociali, attività formativa, supporto consulenziale, comunicazione e promozione del volontariato», spiega Chiara Tommasini, presidente Csv.
Il Csv si riconferma dunque come punto di incontro e consulenza per tutta la dirigenza dell’associazionismo veronese: sono 2.900 i servizi erogati dal Centro tra servizi e consulenze. Rilevanti in quest’ultima voce in particolare sono le consulenze che hanno toccato quota 1.200. Un aspetto sempre più importante nella sede di via Cantarane è la formazione. Grazie ai corsi organ! izzati dal Centro nei vari ambiti del mondo del volontariato, che sono portati avanti anche con partner quali Università di Verona, Centro di Formazione Camilliano e realtà imprenditoriali private, sono stati formati 1.144 volontari.
Fertile è anche l’attività di promozione organizzata dal Centro che crea occasioni di incontro aperti ai volontari e alle associazioni di domani, ovvero che ancora devono costituirsi. Nel 2013 sono stati organizzati aperitivi-informativi mensili su come costituire un’associazione. Hanno partecipato 111 persone, per lo più giovani. «A sorpresa, tra gli ambiti su cui c’è maggior interesse, tutela dei beni culturali e ambientali, attività con musica e teatro. In questo periodo di crisi, il mondo del no-profit si conferma una delle poche start-up», analizza Fabio Fornasini, direttore del Csv.
Un capitolo su cui il Centro ha scelto di puntare è anche il lavoro di pubblica utilità, che nel 2013 ha fatto segnare ben 8.896 ore di L! pu nelle associazioni di volontariato della Federazione. E che verrà p! otenziato nei prossimi mesi, arrivando ad arruolare nelle varie Onlus convenzionate con il Tribunale fino a 30 persone ogni mese. Tra l’altro, oltre che come coordinatore del progetto e punto di riferimento per chi deve svolgere i lavori e i loro avvocati, il Csv ha stanziato anche un fondo per sostenere la polizza assicurativa che ogni associazione deve stipulare in presenza di giovani in Lpu. 

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 28/09/2014

Note: INSERTI – Pagina 84