Andrea Rossi, geriatra dell'Azienda ospedaliera

I MEDICI. Andrea Rossi, medico dell’Aoui e vicesegretario regionale Anaao Assomed, lancia l’Sos
Posti letto, primariati, unità cancellate, lungodegenze: «Un disastro»
Per Anaao-Assomed, il sindacato dei medici dirigenti, la bocciatura delle nuove schede di dotazione ospedaliera è netta. Il vice segretario regionale, il dottor Andrea Rossi, geriatra dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, è chiaro: «Bisogna che dalle audizioni in corso in V Commissione a Venezia escano riviste e modificate perchè così sono fortemente contraddittorie. Sono frutto di scelte fatte senza tenere conto della dotazione di personale medico ed infermieristico, del tutto scollegate dal reale fabbisogno dell’utenza». Quanto ai posti letto, «nella programmazione del 2013», spiega Rossi, «nell’Ulss 9 Scaligera, ad esempio, quelli per acuti erano 1.245 nel pubblico diventati oggi 1.121 cioè meno 124 unità. E il privato? Ne ha ottenuti 369 in più».Entrando nello specifico dell’Azienda ospedaliera di Verona, Rossi elenca «le storture a cui chiediamo venga subito messo rimedio: verrà tolta una apicalità in Gastroenterologia ospedaliera, salterà cioè un primario che sarà spostato a Borgo Roma dove però si fa solo il pancreas. Negli ultimi anni sono state ben 7 le Unità Ospedaliere Complesse accorpate in una unica unità universitaria: anatomia patologica, laboratorio analisi, cardiologia, oncologia, chirurgia maxillo-facciale, Otorinolaringoiatria, oculistica, gastro, urologia e medicina nucleare dove attualmente il direttore è un associato».Sui letti di lungodegenza, Anaao è perentorio: «Li hanno dati tutti al privato, non solo a Verona ma in tutta la regione. Il piano è chiaro, anche qui passa tutto al convenzionato». L’elenco del dottor Rossi è ancora lungo. «Sarebbe utile il ripristino dell’oncologia ospedaliera. Servirebbe anche l’Unità di cardiologia vista la complessità che ha questa specialità nella nostra azienda ospedaliera: emodinamica, elettrofisiologia, cardiologia pediatrica, ecocardiografia, attività ambulatoriale e di reparto. Ne sono state cancellate 2 negli ultimi 10 anni». E ancora. «La neurochirurgia veronese ha riconoscimenti internazionali, ma è stata tolta la neuro-rianimazione: è indispensabile ripristinarla». Poi, le «sviste» più assurde: «Hanno designato 10 posti letto alla radioterapia che in realtà non ha letti… e hanno indicato una apicalità di chirurgia vertebrale senza posti letto, in squilibrio rispetto all’apicalità universitaria che ne ha un numero incredibile, ben 64».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 19

Note: C.F.