La zona sulla collina sopra Quinzano dove è previsto l'intervento edilizio

URBANISTICA NEL MIRINO. Riflettori puntati sui previsti interventi promossi dalla società dell’imprenditore Leardini
L’assessore annuncia controlli stringenti sulla regolarità delle cauzioni per le contestate lottizzazioni «Ai tigli» e «San Rocchetto» sulla collina, nei pressi dell’antico eremo.
Archiviato il piano da 100mila metri cubi di nuove edificazioni a Chievo in prossimità dell’Adige, ora Palazzo Barbieri, fa sapere l’assessore all’urbanistica Ilaria Segala, passerà al setaccio i progetti “Ai Tigli” a Montorio, e «San Rocchetto» sulla collina di Quinzano, entrambi proposti dalla società La Fossetta Srl dell’imprenditore Alessandro Leardini, il grande accusatore dell’ex vicesindaco e assessore all’urbanistica nella giunta Tosi. A Montorio, in via dei Tigli, è prevista la costruzione di 120 appartamenti in palazzine da tre piani. Apoca distanza dall’antico eremo di San Rocchetto, potrebbero invece sorgere 11 edifici, dieci da cinque più uno di dimensioni più ridotte, per un centinaio di appartamenti. Su entrambi i discussi piani attuativi la proprietà era uscita vincitrice al Tar dai ricorsi intentati contro il diniego della passata amministrazione che aveva respinto le lottizzazioni, sollevando pesanti dubbi sulla loro sostenibilità. In particolare, per quanto riguarda San Rocchetto, l’intervento sulle pendici del monte Cavro era stato ritenuto «non adeguato all’altissimo pregio paesaggistico dell’area».«Faremo un’attenta analisi sulla validità delle polizze fideiussorie», avverte adesso l’assessore Segala uscendo dalla riunione di giunta che ha definitivamente cancellato le tre torri all’ex Cardi. A definire «carta straccia» la garanzia fideiussoria per il piano urbanistico attuativo di Montorio erano già stati una decina di giorni fa, con una conferenza stampa, il capogruppo di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco e l’architetto urbanista Giuseppe Campagnari. «La polizza, stipulata il 24 ottobre 2014 a garanzia del milione e mezzo di euro di opere pubbliche, cifra tra l’altro stimata come insufficiente a realizzare tutte le opere compensative pattuite, che il proponente si era impegnato a realizzare», avevano detto mostrando alcuni documenti a sostegno delle loro affermazioni, «era stata emessa da una società di Bucarest, nel frattempo fallita, fatto che non sorprende poiché l’autorità di controllo romena ne aveva disposto la sospensione nel febbraio 2015 perché non rispondeva ai requisiti minimi di solvibilità e solidità finanziaria previsti dalle direttive comunitarie».Per quanto riguarda il Pua di Quinzano, lo stesso Bertucco, in precedenza, aveva sottolineato che nel maggio 2016 gli uffici comunali «avevano accettato una polizza stipulata a nome della compagnia Colonnade», la stessa dell’ex Cardi a Chievo, «dopo che nel febbraio 2015 era stata respinta ai richiedenti una polizza fideiussoria stipulata con il Consorzio Fidi Italia». E aveva concluso: «Stando a quanto dichiara la stessa Colonnade, essa risulterebbe tra le polizze contraffatte segnalate nel giugno 2016».«Al di là dei casi specifici», commenta adesso il consigliere, «l’urbanistica è troppo spesso terreno di razzia per speculatori più o meno improvvisati».La stessa «arma» del controllo sulla regolarità delle polizze, il Comune non potrà invece usarla per contrastare il piano di riconversione edilizia a Ponte Crencano, all’ex area Bam, che prevede la costruzione di quattro torri da dieci piani ciascuno, per un totale di 150 appartamenti, e di un’area commerciale, programmato, come quello all’ex Cardi, durante la prima amministrazione Tosi. Contro tale lottizzazione sono più volte scesi in piazza centinaia di residenti.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 13

Data: 21/05/2019

Note: E.S.