GLI ESPERTI. La crescita accertata dai reparti di Pneumologia di Ulss 9 e Azienda ospedaliera

Micheletto: «È la seconda causa di patologie respiratorie dopo il fumo»
In provincia di Verona negli ultimi anni sono aumentati i casi di malattie aggravate dallo smog. È quanto accertato dai reparti di Pneumologia che fanno capo alla Ulss 9 e all’azienda ospedaliera di Verona. «L’inquinamento ambientale è ormai la seconda causa dell’incremento di patologie respiratorie dopo il fumo di sigaretta» conferma Claudio Micheletto, pneumologo dell’azienda sanitaria Scaligera (è primario al «Mater Salutis» di Legnago) e neo segretario nazionale della Società italiana di Pneumologia. È un pericolo per la salute di chi è già a rischio, magari perché soffre di bronchite cronica, ma è anche fra i fattori scatenanti di alcune patologie. «Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito a un drastico aumento dell’asma» spiega. «Oggi incide sul 10 per cento della popolazione e il suo incremento non è andato di pari passo con quello delle allergie o dei pollini nell’aria. L’inquinamento ha avuto un forte ruolo. Continuando a respirare una miscela di graminacee e polveri sottili, l’asma si aggrava e aumenta il numero degli asmatici». Nonchè il numero dei pazienti in cura per patologie acuite anche dal degrado dell’aria e quello degli accessi al pronto soccorso e dei ricoveri. «Sebbene se in questo periodo sia difficile distinguere fra una causa e l’altra» sottolinea Micheletto, poiché i livelli d’inquinamento nell’aria stanno facendo il mix con i virus stagionali. «Ma insieme al picco influenzale, quello dell’inquinamento ha senz’altro innalzato gli accessi e i ricoveri un po’ dappertutto».Sotto accusa il traffico veicolare, che con le sue emissioni è il maggior contribuente dello smog. Ma non si scherza nemmeno con l’inquinamento ambientale dovuto al riscaldamento e agli impianti industriali. «Tutti dovremmo abituarci ad abbassare la temperatura in casa di qualche grado» evidenzia Micheletto. Mentre per quanto riguarda la circolazione «bisognerebbe fare un piccola rivoluzione» commenta. «Non è impossibile, in molti centri del nord Europa c’è stato un drastico spostamento verso il trasporto pubblico. Le domeniche ecologiche aiutano, ma sono una misura di palliazione». I corpuscoli inquinanti più pericolosi sono i derivati della combustione come l’ossido di azoto, il monossido di carbonio e le polveri sottili. Fra queste, temibili sono le Pm10 ma ancora di più le ultrasottili Pm5 o le Pm2.5 che riescono ad arrivare negli alveoli polmonari e, da lì, a passare nel sangue e a interferire con le malattie respiratorie, cardiovascolari e addirittura neurologiche. «Per cui sono un problema di salute e di sanità pubbliche su già dagli anni Sessanta ci sono dati certissimi e incontrovertibili». Nella nostra zona l’inquinamento è determinato anche dalla conformazione del territorio. «La corona di montagne che ci circonda blocca il vento. Non a caso tutti gli anni le città fuorilegge per il livello delle polveri sottili sono quelle della pianura padana» specifica. Ma nemmeno ha aiutato il clima umido di questi giorni. Anzi, ha favorito la stagnazione delle polveri sottili nell’aria.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 1/02/2018

Note: Laura Perina