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REAZIONI. All’aeroporto Catullo anche l’ex direttrice Marini e il soprintendente Magani.

Necessari interventi di restauro. Il curatore Napione: «Ma è solo per qualche graffio, niente di grave». Il plauso dei politici.

 

Il mondo della cultura e dell’arte riabbraccia i 17 quadri di Castelvecchio. «Considerando quello che hanno subito, lo stato dei quadri è assolutamente buono. I dipinti sono nelle stesse condizioni in cui li avevamo trovati a maggio, ora bisognerà reincorniciarli, poiché i rapinatori avevano tagliato le tele dai telai originali e tolto le tavole dai loro box e inoltre le cornici originali sono andate perdute». Qualche intervento di restauro, tuttavia, si renderà necessario. «Sì, perché alcune presentano dei graffi, ma niente di grave». Lo dice Ettore Napione, curatore del museo di Castelvecchio. Qualche attimo prima ha mostrato ai presenti una delle opere simbolo della pinacoteca scaligera, il Ritratto di giovane con disegno infantile di Giovanni Francesco Caroto.L’esperto d’arte è stato descritto ieri come un padre che riabbraccia i suoi figli. «L’emozione c’era, ma in quel momento ero troppo concentrato perché bisognava sistemare e imballare i dipinti a regola d’arte». In prima fila c’è Mario Giulio Schinaia, procuratore della Repubblica di Verona all’epoca della rapina. «Cosa provo? Una grande felicità perché una città come Verona merita questo risultato, frutto del lavoro di squadra di polizia e carabinieri coordinati dal dottor Ottaviano che ha svolto un lavoro eccezionale. E non dimentichiamo l’apporto della polizia municipale nell’analisi delle immagini registrate dalle telecamere che si sono rivelate preziosissime nella prima fase delle indagini». Visibilmente emozionata Paola Marini, per tanti anni direttrice dei Musei civici veronesi, ora delle Gallerie dell’Accademia, di Venezia. Lei e Napione erano stati chiamati come periti della procura, nel viaggio a Kiev dopo il ritrovamento delle tele. «Sono molto felice», dice, «ed esprimo davvero un grazie a tutti quanti hanno lavorato e collaborato per arrivare al ritrovamento e a riportare le opere a Verona. È un momento di grande gioia per Verona». E Margherita Bolla, attuale direttrice del Museo, non sta nella pelle. «È un incubo che finisce, una gioia e una soddisfazione grande riavere finalmente le opere al loro posto, per farle ammirare dai visitatori». E il soprintendente Fabrizio Magani, pure presente, assicura «la disponibilità dei nostri tecnici della Soprintendenza per le ulteriori verifiche sullo stato di conservazione dei quadri». I quadri resteranno in esposizione straordinaria a un 1 euro, per l’ingresso del museo, per un mese, forse già da domani. «Quindi la nostra associazione, prevedendo una grande affluenza di visitatori e "curiosi", ha offerto la disponibilità per un servizio di "ciceroni" nei fine settimana del 7 e 8 gennaio e del 14 e 15 gennaio», dice Isa di Canossa, presidente dell’Associazione musei civici di Verona.Fra i presenti anche i deputati del Pd Alessia Rotta e Diego Zardini. «Questa giornata», dice la Rotta, «è frutto di un lavoro di squadra della città, degli investigatori, del magistrato e del governo. Un lavoro lungo perché, non dimentichiamolo, c’erano di mezzo l’Ucraina e Poroshenko». Soddisfatto Zardini, che il sindaco Flavio Tosi ha ringraziato personalmente per la «preziosa collaborazione». «Dopo un anno di sofferenze si è sanato lo sfregio», afferma, «e ora bisogna fare di tutto per valorizzare il nostro patrimonio d’arte e metterlo al centro della politica culturale della città».E.G. e E.S.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 22/12/2016

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