Il basamento del tempio romano del primo secolo avanti Cristo affiorato durante i lavori di ristrutturazione di Castel San Pietro FOTO MARCHIORI

Del tempio vero e proprio, asportato chissà quando, resta ben poco. Se ne può scorgere qualche traccia all’interno di Castel San Pietro, con le finiture in pietre calcaree a copertura dell’antico podio che prosegue lungo le mura esterne del palazzo asburgico. È infatti il basamento rialzato in tufo, su cui posava il tempio romano del 90 a.C., a suscitare l’interesse archeologico, come testimonianza indubbia della presenza dell’antico Arx: luogo sacro e fortificato posto a guardia del passaggio sull’Adige della via Postumia. Emerso tra la fine di marzo e l’inizio di questo mese, in concomitanza con l’avvio vero e proprio dei lavori di recupero dell’edificio militare e durante un accurato sondaggio per verificare la fattibilità del progetto, il ritrovamento attende ora un verdetto della soprintendenza, su come intenderà valorizzarlo nel concreto. Alla Fondazione Cariverona, proprietaria del castello, destinato a trasformarsi nella nuova sede del Museo di Storia Naturale, non resta ora che attendere un coordinamento dall’alto, prima di mettere mano anche a quel tratto dell’ala del palazzo ubicata a nord ovest. Il reperto, del resto, era atteso. Pur senza la certezza che fosse ancora al suo posto, date le edificazioni susseguitesi nel tempo, non mancano testimonianze scritte a evidenziare il fatto che la chiesa dedicata a San Pietro, restaurata nell’VIII secolo, fosse stata costruita su un preesistente tempio romano di cui, a inizio Ottocento, si potevano ancora vedere tracce di colonne e capitelli. Un’impronta del passato che riporta alla luce il primo tempio monumentale antico trovato nel Veneto. Per l’assessore ai lavori pubblici Stefano Casali è un’ulteriore opportunità per il colle scaligero. «La settimana prossima andrò sul posto con la soprintendenza per vedere il ritrovamento, insieme a occhi esperti», dice. «Intanto gli uffici tecnici del Comune stanno elaborando il progetto esecutivo per i lavori della funicolare, che non sono in alcun modo inficiati dal recente ritrovamento». Nel punto in cui è emerso il tempio romano, dovrebbe essere ricavato il salone di accesso del futuro museo. La Soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto protrarrà gli scavi per un altro paio di settimane e poi si esprimerà sulla necessità o meno di modificare i programmi originari. Il rischio di ritardi esiste. Cambi di rotta, del resto, sul colle sacro di Verona ce ne sono già stati, con il rinvenimento della cisterna di epoca viscontea, proprio a pochi metri di distanza dal tempio.C.BAZZ.