Villa Beghini in via Anzani, Borgo Trento

LE NOSTRE INIZIATIVE. Veronesi turisti nella propria città: un percorso dedicato alla scoperta di gioielli architettonici degli anni Venti e Trenta. Una pagina da conservare
Verona vanta un notevole patrimonio del primo Novecento: dalle ville del celebre Fagiuoli al gioiello voluto dal capomastro.
Non solo chiese e palazzi antichi: Verona vanta un patrimonio architettonico privato del primo Novecento notevole, per qualità e quantità. E’ il nostro liberty che è stato riscoperto, valorizzato e soprattutto vincolato negli ultimi quarant’anni e che ci porta nei quartieri cittadini. Comunemente si definisce “liberty”, ma gli studiosi locali non lo ritengono un vero e proprio stile floreale, che semmai è presente nei particolari e nelle decorazioni, ma è una architettura ricca di riferimenti medioevali e rinascimentali, ripresi e amalgamati in modo pittoresco. Il “centro” di questo patrimonio è in Borgo Trento, sull’asse di viale Nino Bixio, ma in tutti i quartieri attorno alla città vi sono vie e angoli con palazzi e villini di un liberty che potremo definire “minore”, ma ugualmente bello.BORGO TRENTOIn Borgo Trento sono stati schedati 126 edifici, tra ville e palazzi del primo quarto del 1900: un patrimonio notevole che ha i suoi capolavori lungo viale Nino Bixio, la via principale, con edifici neogotici e neorinascimentali, disegnati dai più celebri costruttori del tempo: l’architetto Ettore Fagiuoli e l’ingegner Italo Mutinelli. Fra tutti, cinque i più belli: all’inizio di viale Nino Bixio, al numero 1, dopo il ponte Garibaldi, villa Tedeschi. Commissionata nel 1915 dall’antiquario Cesare Tedeschi a Ettore Fagiuoli, quattro anni dopo, fu venduta a Umberto Tosadori per 85 mila lire. Ispirata a tipologie rinascimentali, è molto ricca di sculture, in facciata, con curiosi dettagli (in una formella di pietra, vi è un grifone nell’atto di uccidere un serpente) e particolari architettonici di valore simbolico, come i due mastini in pietra all’ingresso principale, che sottolineano la sacralità della soglia. I comignoli riproducono le varianti disegnate da Fagiuoli per il campanile del Duomo. Gli elementi propriamente liberty sono le volute della cancellata, le ringhiere dei balconi e gli accessori in ferro battuto. Di fianco, dall’altro lato del viale, al numero 2, si può ammirare la più elegante, villa Bassani, progettata nel 1910, sempre da Fagiuoli, per Virginio Bassani, avvocato, uomo di profonda cultura. L’edificio, articolato su tre livelli, si distingue per l’originale fusione di architettura, scultura e pittura. E’ un omaggio all’estetica del pittoresco con elementi medioevali, in un contesto eclettico. Molto bella la torretta d’angolo, un elemento tipico di queste architetture. Ai numeri 9-11 del viale, villa Cipriani, anch’essa di Fagiuoli, realizzata nel 1911, con un massiccio contrafforte ottagonale in conci di cemento in un angolo e il loggiato al primo piano con colonne annodate, come quelle del chiostro di San Zeno. Ancora sul viale, al numero 14 E, villa Cuzzeri, opera del 1923 dell’architetto Antonio Grigoletto, che si impone per la torretta, affrescata da Pino Casarini, uno dei più noti pittori del primo novecento: l’architettura esterna è improntata a un barocco settecentesco, modernizzato nelle decorazioni. Questa villetta suscitò l’interesse della rivista torinese “L’architettura italiana”, che la fece conoscere anche fuori Verona. Nella vicina via Caprera, si può ammirare un piccolo capolavoro: il villino Brugnoli, al numero 2, opera del 1911 di un capomastro, Tomaso Contini. Un gioiello architettonico, che sembra uscito da un libro di fiabe. E’ un’invenzione eclettica, unica nell’architettura veronese, con riferimenti medioevali nordici e locali, rinascimentali e arabo-normanni, che è stata accostata al villino Florio di Palermo dell’architetto Basile. Una torretta ottagonale con tetto a pagoda chiude in verticale l’edificio.Per un itinerario liberty in Borgo Trento, da vedere anche, la maestosa villa Basevi, in via dei Mille al numero 7, con corpi a torre medioevale, ampie finestre e tanto ferro battuto con motivi floreali. Un altro splendido rosario di belle case sulla vicina via Rovereto: su tutte, villa Battei al numero 9, del 1926, con un pronao semicircolare, sorretto da colonne doriche, sormontato da un terrazzo, uno dei capolavori dell’ingegner Italo Mutinelli. E’ un omaggio all’architettura palladiana, ma è simile alle palazzine della Londra dei quartieri alti e delle ville americane stile “Via col vento”.In via Anzani 3, la bellissima villa Beghini, con il porticato e il loggiato reinterpretati in chiave mitteleuropea. In via Anita Garibaldi, 3, la villetta Tosadori del 1922, ancora di Fagiuoli, una casetta che sembra uscita dalle sue scenografie areniane, con tetto a forti spioventi, sostenuto da mensole lignee.Non vanno dimenticati i giardini, attorno a questi villini: in primavera, è un trionfo di glicini.

SAN ZENO E DINTORNI Allarghiamoci all’intero territorio comunale, alla ricerca dei villini liberty. Sono facilmente individuabili per la loro tipologia: su due o tre piani, con facciate divise, scala esterna con portichetto a balaustra con colonne su cui poggiano terrazze. Spesso vi è una torretta angolare sopraelevata. In stile floreale, le decorazioni. Uno degli esempi più riusciti degli anni Venti è nel rione di San Zeno, in via del Bersagliere 22, di proprietà dei Manzi. Nella vicina circonvallazione Maroncelli, ai numeri 1,4, 6-7, un altro gruppo di edifici di un liberty semplice, ma elegante. Restando in città, se ne trovano a fianco di via del Pontiere, in via Grazioli e in via Maggi, in quelli che furono i giardini Gazzola.

VALDONEGA Un quartiere molto ricco di edifici costruiti negli Anni Venti e Trenta è la Valdonega. Innanzitutto da vedere il bel villino a tre piani di Adolfo Arnier, costruito nel 1926: è in via Castel San Felice, 1, e riprende i modelli neo-medioevali, con finestre trifore e balconi di pietra. Ancora Fagiuoli nella stessa via ai numeri 3 e 4: l’edificio del 1927 è interessante per i giochi geometrici delle superfici. Altro liberty in via Marsala: il più interessante è casa Battistella, al numero 14, con profili modanati e finestre binate.Una curiosità: in Valdonega, vi sono vari esempi di sottogronda dipinti, un elemento quasi specifico di queste architetture, come in via Mentana, al numero 25: qui, oltre all’edificio con cornice floreale nel sottogronda, bello l’ampio giardino. Da ammirare anche il sottogronda con vistosa fascia decorata della palazzina di via Rosolino Pilo 1, del 1931, che riproduce arabeschi floreali, che si richiamano alle figure di fine ottocento di William Morris. In via Sirtori al numero 3,altro bel villino su tre piani con loggia centrale, tra due rampe di scale. Qui il sottogronda è affrescato con decorazioni di gusto rinascimentale

BORGO VENEZIA Il nucleo “storico” di Borgo Venezia, dal punto di vista architettonico, è in stile razionalista, non liberty, come rivela villa Rossi, realizzata nel 1934 dall’ingegner Italo Mutinelli, in via Barana, 6. Era l’abitazione del cavalier Attilio Rossi, industriale calzaturiero che, nel primo novecento, ha dato un forte impulso anche allo sviluppo del quartiere, facendo costruire case per i propri dipendenti, sempre in stile razionalista, più modeste per imponenza e per materiali. Una seconda espansione del quartiere realizzò piccole case con tratti liberty di una certa eleganza. Basta percorrere via Paolo Caliari e via Saraina per ammirare queste villette a due piani, con loggetta rialzata, chiusa da balaustra e colonnine a sostegno del sovrastante balconcino. Ben lavorate le ringhiere, le verande e i parapetti in ferro battuto.Ma la più bella casa di Borgo Venezia è indubbiamente villa Chizzoni-Spiazzi, in via Biondella 10, progettata nel 1922 da Ettore Fagiuoli, ben inserita nell’ambiente naturale. Neorinascimentale, richiama le architetture del quattro-cinquecento, ma non mancano citazioni barocche ed elementi delle case di campagna inglesi. (14- continua)

Tratto da: L'Arena - cultura . pag.52

Data: 13/09/2020

Note: Elena Cardinali - foto Marchiori