L'ex cinema Corallo, in centro storico, in via Quattro Spade

LA CITTÀ DEL FUTURO. L’Amministrazione comunale detta le linee della pianificazione urbanistica, dopo l’approvazione in Consiglio della variante 23 al Piano interventi

Dimezzate le aree commerciali, tagli sulle zone residenziali e per palazzi destinati a uffici Sboarina: «Sviluppo sostenibile, legato al Central Park, alla statale 12 e al nuovo casello»
Più che dimezzate le aree commerciali: meno 50mila metri quadrati. E giro di vite anche su nuove case: meno 14mila metri. Ridotto del 17 per cento il perimetro del centro urbano. Il che significa un’ulteriore limitazione a nuovi centri commerciali, anche negli abitati di Ca’ di David e Basson. Tagliata del 18 per cento – da 784.405 a 645.2245 metri quadrati – la superficie agricola da utilizzare per nuove edificazioni.Sono i dati essenziali della nuova versione della variante urbanistica 23 al Piano degli interventi, approvata in Consiglio comunale, voluta dall’Amministrazione Sboarina, che sblocca 60 progetti edilizi. Dalla Zai fino al centro storico, dalle colline alle frazioni: quella approvata, con 22 voti a favore e 11 contrari, è la prima variante al Piano degli interventi, varato nel 2012, con tanti progetti mai però decollati.In generale di tratta di nuove edificazioni, sia residenziali che commerciali che per uffici e servizi, ma anche riconversioni di compendi o capannoni dismessi. «Con questa variante la città può tornare a crescere, perché si sbloccano progetti e interventi fermi da vent’anni e che ora famiglie e imprese potranno vedere realizzati. Per i prossimi venti. Sono tanti i metri quadrati di commerciale tolti e quindi determiniamo la crescita sostenibile della città, come nel programma elettorale». Lo dice il sindaco Federico Sboarina, illustrando la variante insieme all’assessore all’urbanistica e all’edilizia privata Ilaria Segala, con i consiglieri di maggioranza Matteo De Marzi, Rosario Russo, Paola Bressan, Andrea Bacciga, Nicolò Sesso (Battiti), Laura Bocchi e Andrea Velardi (Lega).I 60 progetti inseriti con la variante 23 al Piano degli interventi (nata nel 2016 nel corso dell’Amministrazione Tosi, modificata dall’attuale) più quelli che c’erano già prima nel Piano prevedono 347.005 metri quadrati di residenziale, poi 149.637 di commerciale, 202.120 di terziario direzionale (uffici), 84.720 di strutture turistiche e 89.850 di produttive.La variante 23, sottolinea il sindaco, «va collocata però nel contesto, più ampio, delle scelte infrastrutturali già compiute». Vale a dire, anzitutto, «il progetto del Central Park sul mezzo milione di metri quadrati all’ex scalo merci ferroviario di Santa Lucia, di cui è in definizione il masterplan, e poi la variante alla strada statale 12, che si farà, quindi il parziale ribaltamento del casello autostradale di Verona sud con la nuova viabilità, e il Piano urbano della mobilità sostenibile». Il sindaco sottolinea l’aspetto politico: «Una parte dell’opposizione, che vuole il cemento», riferimento a Flavio Tosi, «ha detto che siamo come Bertucco, che non ne vuole, e Bertucco ha detto che siamo come Tosi. Quindi siamo equilibrati. Abbiamo anche detto no a centri commerciali all’Arsenale, alla Cercola, all’ex Cardi e a Ikea».Abitare, riforestare, recuperare le parole d’ordine del Piano interventi. «Il quadro della precedente variante sarebbe stato devastante per la città», spiega la Segala, «privo di uno sviluppo legato a scelte progettuali più ampie. E lo sviluppo sostenibile farà da ponte tra il provvedimento tra la 23 e la nuova variante, la 29, a cui stiamo lavorando. Noi lavoriamo per una città più verde, per recuperare aree dismesse a cominciare dai quartieri, che saranno riqualificati©

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 30/11/2019

Note: Enrico Giardini