Sergio Zecchinelli nei panni di Tommaso Da Vico, medico veronese

IL PERSONAGGIO. Sergio Zecchinelli, 85 anni a breve, svela aneddoti mai rivelati sul Carnevale
È stato Papà del gnoco ora è Tommaso da Vico medico al quale si deve l’origine del Venardì gnocolar con la distribuzione di cibo ai poveri.
«El balansar», al secolo Sergio Zecchinelli, 85 anni la prossima settimana, a San Zeno, ma ci potremmo allargare a tutta Verona e provincia, è un’istituzione.Sarà per il suo impegno con gli alpini (capogruppo in carica da 54 anni, vicepresidente sezionale fondatore e costruttore del rifugio Merlini), per quello profuso nella Protezione civile che ha fondato (è stato a portare aiuto in ogni calamità naturale in Italia e all’estero)e perchè è stato un instancabile Papà del gnoco, ed è tuttora membro del Senato del Carnevale. Insomma, «El balansar», perchè è stato commerciante di bilance, lo conoscono tutti. E negli anni, ha perduto denti e qualche capello, ma è rimasto un coinvolgente affabulatore.Chi meglio di lui, dunque ci può raccontare qualche aneddoto, magari finito nel dimenticatoio, legato alla festa di popolo in maschera piuttosto che all’elezione del Papà del gnoco? Già perchè se in questi giorni tiene banco la polemica politica legata ai due candidati, in passato accadde molto di peggio. Ma erano altri tempi, il decoro del carnevale veniva prima di tutto, anche prima di una denuncia per brogli elettorali.«Nel 1975 la nomina del Papà del gnoco si svolse mediante la consegna di un tagliando che si trovava sul giornale L’Arena e dove andava indicata la preferenza del candidato. I due candidati in lotta erano Ernesto Tedesco detto «Zomba» ed io. Alla fine della raccolta si consegnarono i tagliandi al giornale L’Arena, che all’epoca aveva sede dietro al municipio. C’ero io, Tedesco e sua sorella Anna. A quel punto, secondo i dati i nostri calcoli, il vincitore ero io e «Zomba» si è subito congratulato con me.Ma ecco che accade l’impensabile: «Alla conta dei tagliandi al giornale L’Arena invece risulta vincitore il «Zomba» e il giornale ne diede notizia il giorno dopo. «Ma dopo il mio antagonista ed io fummo convocati urgentemente al giornale L’Arena nella sede di San Martino. Ad aspettarci il direttore Gilberto Formenti. Vennero anche Gigi d’Agostino presidente del Bacanal, il «Zomba» e sua sorella Anna. Formenti convoca anche il proto: «Quella era la prima volta che sentivo il termine. Arrivò un signore con un camice nero. Era stato lui ad accorgersi che centinaia di tagliandi erano stati stampati seppur benissimo, ma con una carta diversa. Il proto e il direttore del giornale avevano scoperto tagliandi falsi stampati in un’altra tipografia». Ma cos’era successo? «A San Zeno si era autoproclamato un gruppo denominato i Dieci del Vescovo Moro di cui faceva parte anche il presidente D’Agostino oltre che i signori Mario Lavazza, Resi, il tipografo Binosi e altri che per fare un dispetto a Gineto che desiderava vincitore me, combinarono questo scherzo. Il direttore del giornale mi propose di denunciare il fatto, che avrebbe pubblicato con l’annullamento della notizia del vincitore fasullo. Ma sarebbe stato uno scandalo pubblico assicurato. Così, per il bene del carnevale, decisi di accettare la sconfitta».In seguito anche i Dieci si scusarono pubblicamente con Zecchinelli e con L’Arena. «L’atto di questa verità storica è stato depositato a casa di Giovanni Benini, che può confermare tutto l’accaduto». Ma Zec, aveva già indossato i panni del Papà del gnoco, nel 1969. E anche in quel caso l’aneddotica non manca. «Quel giorno c’era perfino la neve. Poco prima della sfilata, l’asino che dovevo cavalcare era stato aggredito da un gatto che lo aveva graffiato sul garrese e quindi mal sopportava la sella, quindi si era imbizzarrito. Piuttosto che finire a terra nel bel mezzo della sfilata, ho preferito andare a piedi». Fa una sosta Zecchinelli e riprende: «D’altra parte son un alpino, e gli alpini vanno a piedi, è destino». Zec fa un’analisi in vista delle votazioni di domenica: «Auspichiamo che tutto vada bene, ma noi del Senato abbiamo pronto il piano B. Se dovessero scoppiare tafferugli, se qualcuno si dovesse comportare male, possiamo far sospendere le elezioni e nominare noi, a tavolino il Papà del gnoco tra i componenti. Ma non voglio nemmeno ipotizzare uno scenario del genere. Lo spirito del Carnevale deve prevalere. Sono stato l’altra sera alla sfida con gli avvocati, ho trovato i due candidati molto leali ed è stato simpatico vederli discutere».Quindi Zecchinelli per chi voterà? «Il voto è segreto, non ho alcuna intenzione di svelare per chi voto. Ma è chiaro che scelgo il migliore!».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 21

Note: Alessandra Vaccari