Come in tutti i traslochi, ci sono i disagi. Entrare in una casa nuova è sempre un trambusto «anche per i migliori organizzatori», dice. «Se poi a traslocare è un grande ospedale», ribadisce il direttore generale dell’azienda ospedaliera Cobello, «è un’operazione enorme, impegnativa, piena di contrattempi. E i guai si possono verificare.

Ci scusiamo con gli utenti per qualsiasi disguido, vorremmo si capisse che ci stiamo mettendo il massimo impegno per ridurli al minimo». L’inaugurazione dell’ospedale della Donna e del Bambino un mese fa con la contemporanea chiusura dell’ostetricia, della ginecologia e della pediatria a Borgo Roma (pur garantendo momentaneamente il Policlinico le prestazioni per le urgenze), non è stata cosa facile. «Per niente, davvero, perché», sottolinea il dg, «si è trattato di “trasformare” due casette in “una grande casa” con tutte le difficoltà del caso. Chi ha fatto un trasloco, sa bene cosa intendo: ecco, quegli sforzi vanno decuplicati, forse di più, trattandosi di un ospedale non si finisce mai di avere sorprese. Per questo voglio ringraziare il personale che ha gestito con grande responsabilità questa delicata fase, dimostrando che al primo posto nella scala delle nostre priorità ci sono sempre i pazienti e il loro bene». E il direttore amministrativo Eleopra: «Stiamo facendo funzionare la macchina al meglio, stiamo affrontando in fieri ogni problema che si presenta e le segnalazioni degli utenti possono aiutarci: chiediamo di perdonarcele e di portare ancora un po’ di pazienza». Quanta? «Non molta, lavoriamo giorno e notte…». C.F.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 9/05/2017

Note: CRONACA - pag. 15