INVESTIMENTI. Nell’ultimo triennio 35 milioni di investimenti da parte dell’Ulss 9 con il finanziamento della Regione Sanità, entro l’anno il via al fascicolo elettronico Raccoglierà dati e documenti digitali del paziente rendendoli consultabili online dai professionisti che lo prendono in cura.

L’Ulss9 ha messo in cantiere un‘informatizzazione che cambierà i rapporti paziente-medici-ospedale
Dai macchinari radiogeni ai letti elettrici, dall’adeguamento antincendio agli arredi, è lungo l’elenco degli investimenti realizzati dalla Ulss 9 nell’ultimo triennio, finanziati dalla Regione Veneto con quasi trentacinque milioni di euro (sono per la precisione 34.664.877) e cui si aggiungono trenta milioni di fondi ministeriali per la ristrutturazione dell’ospedale di Legnago.Il capitale è servito e servirà per equipaggiare l’azienda sanitaria e i suoi ospedali di nuove attrezzature, infrastrutture e sistemi informatici, questi ultimi in funzione dell’attivazione del fascicolo sanitario elettronico (Fse), cioè lo strumento che raccoglie tutti i dati e i documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario del paziente – prescrizioni di medicinali, referti di laboratorio e di visite specialistiche, lettere di dimissioni, anamnesi e così via – rendendoli consultabili online dai professionisti che lo prendono in cura nell’ambito del servizio sanitario nazionale e dei servizi regionali, nel rispetto della protezione dei dati e dei criteri di sicurezza.Se ne parla da tempo e forse ci siamo, lo strumento potrebbe essere varato entro la fine del 2020, stando a quanto riferito dal direttore generale della Sanità veneta, Domenico Mantoan, ieri in città per presentare il piano degli investimenti assieme al Dg della Ulss veronese, Pietro Girardi.«L’informatizzazione», ha spiegato Mantoan, «porterà maggiore trasferimento di dati da reparto a reparto, da ospedali a cittadino e da ospedali a medico di medicina generale. La gara centralizzata per l’aggiudicazione del servizio si è conclusa, la Ulss 9 ha ricevuto ottocentomila euro per realizzare le infrastrutture informatiche che permetteranno a chi l’ha vinta di attivare il servizio». In parte spesi e in parte ancora da spendere, i fondi sono spalmati sulle strutture ospedaliere della Ulss in tutta la provincia. Si arriva fino a Nogara, dove si trova l’unica Rems del Veneto (la residenza sanitaria per l’esecuzione delle misure di sicurezza nata in sostituzione degli Opg, gli ospedali psichiatrici giudiziari chiusi nel 2015) che grazie a un fondo di oltre sei milioni di euro aumenterà i posti letto attuali, quaranta dentro l’ex ospedale Stellini, dedicati a pazienti condannati per reati penali ma non imputabili per via delle loro condizioni di salute mentale. «La richiesta ci è arrivata direttamente dalla magistratura», ha evidenziato Mantoan, «segno che il servizio si sta rivelando particolarmente utile». Nella lista, ha aggiunto Girardi, «andrebbero ricordati anche interventi di rilevante impatto, come l’apertura dell’ospedale di Villafranca e l’ospedale di comunità di Bovolone, di cui presto parleremo, la ristrutturazione dei reparti di Psichiatria di Bussolengo, gli interventi previsti per gli ospedali di Caprino, Bussolengo, Valeggio, San Bonifacio e Bovolone». E in merito alla rete territoriale «stiamo lavorando per una struttura dedicata al mondo della salute mentale a Zevio».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 19

Data: 23/01/2020

Note: Laura Perina