Aggressione e frasi razziste da parte di una veronese nei confronti di una ragazzina dell'est a Parco Santa Teresa, sabato sera

IL CASO. Duplice aggressione in un parco di Borgo Roma, vittima una dodicenne e il padre. Episodio su cui grava un pesante alone di razzismo. Intervengono i Carabinieri
Bloccata una quarantacinquenne Si era scagliata contro la ragazza «Io posso picchiare chi voglio e poi non sono neppure italiani»
«Andrà tutto bene» era lo slogan, tutti ce lo ricordiamo bene, corredato quasi sempre dai colori di un ottimistico arcobaleno, in auge sui balconi durante le settimane della forzata clausura per la pandemia da Covid-19. Un augurio più che una previsione. Di sicuro, però, da quel periodo qualcuno non ne è uscito migliore.Lo sa bene la ragazzina che sabato sera, in un parco di Borgo Roma, è stata aggredita con inaudita violenza, e non solo verbalmente, da una donna, in un’esplosione di intolleranza mista a razzismo. Tutto ciò, solo perché la minorenne non indossava la mascherina, che peraltro non è nemmeno obbligatoria quando ci si trova all’aperto, come in questa circostanza.L’incredibile fatto è avvenuto poco dopo le 21 nei pressi del parco Santa Teresa dove si erano dati appuntamento alcuni ragazzini. Tra loro anche una dodicenne figlia di una coppia originaria dell’Est Europa. A poca distanza, c’erano anche i suoi genitori. La serata stava trascorrendo serenamente, tra chiacchiere e risate, finché ha fatto la sua comparsa sulla scena una donna di 45 anni, improvvisatasi «giustiziera della notte», che si è subito diretta verso la ragazzina. «Quanti anni hai?». Ma la donna non ha nemmeno dato il tempo alla piccola di risponderle, colpendola con un pugno in pieno volto. La sua «colpa»? non indossare la mascherina anti contagio. «La signora sembrava fuori di sé per la rabbia, una cosa davvero inspiegabile», racconta una ragazza che si trovava a poca distanza e che non sa capacitarsi, come le altre persone che erano nelle vicinanze, di un gesto tanto assurdo e immotivato. «Qualche attimo dopo sono arrivati i genitori», prosegue, «e al papà giustamente arrabbiato e che, davanti alla figlia in lacrime e sotto choc per l’accaduto, chiedeva spiegazioni per quello che era successo, la donna per tutta risposta ha mollato un ceffone. Ma fortunatamente lui ha saputo conservare il sangue freddo e non ha reagito, poi con il telefonino ha chiamato il 112…». Nel frattempo, la protagonista della duplice aggressione pensava bene di allontanarsi. Non prima, però, di gridare gli ultimi insulti all’incolpevole famigliola. “Gli stranieri fanno quello che vogliono, girano senza mascherine, mentre mia madre da 75 anni è chiusa in casa da mesi”, continuava a urlare. La donna è stata poi raggiunta e fermata da una pattuglia di carabinieri, arrivata pochi minuti dopo la chiamata, in via Monfalcone, nei pressi di una gelateria. Dopo averla convinta a salire sull’auto per farsi identificare, i militari dell’Arma hanno cercato di farla ragionare, chiedendole il motivo di tutta quella rabbia. Finalmente sembrava calmarsi, ma quando, dal finestrino, vedeva la dodicenne insieme ai genitori che si stavano prodigando per consolarla, cominciava nuovamente a dare in escandescenze con frasi del tipo “io posso picchiare chi voglio, non sono nemmeno italiani, chi siete voi per dirmi cosa devo fare?”. Il trambusto è andato avanti per quasi un paio di ore. Nel frattempo, la ragazzina, che fortunatamente, spavento a parte, non pare abbia subito conseguenze più gravi, è stata accompagnata al pronto soccorso del vicino policlinico di Borgo Roma. I genitori hanno fatto sapere che sporgeranno denuncia.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 7

Data: 27/07/2020

Note: Enrico Santi