1957: Vivien Leigh, protagonista di Via col vento, in Bra dopo l'opera

L’INIZIATIVA. Mercoledì 27 in omaggio con L’Arena il volume fotografico realizzato in collaborazione con Cattolica
«Le stagioni di Verona nel Novecento»: curiosità e abitudini di un tempo, fra bagni in Adige, chioschi di angurie e il Liston con i divi per la stagione lirica. Martedì la presentazione
EMANUELE ZANINI

Una calda giornata estiva trascorsa sulla spiaggia sulle rive dell’Adige vicino a Ponte Catena. Un folto gruppo di persone, formato da bimbi di pochi anni con i loro genitori fino ad anziani, tutti in posa a Catena Beach, in costume da bagno, per lo scatto di rito. È una delle immagini simbolo del volume «Le stagioni di Verona nel Novecento – Estate», realizzato in collaborazione con Cattolica e in regalo con L’Arena mercoledì 27 giugno.Il libro racconta in immagini la città del secolo scorso, gli usi e i costumi. Descrive come sia cambiata la società, tra i bagni nell’Adige, le passeggiate in centro a Ferragosto, con l’Arena e piazza Bra protagoniste della vita mondana veronese, scandita dalle lunghe serate dopo gli spettacoli lirici.L’opera areniana è senza dubbio parte integrante dell’anima sociale cittadina nel corso delle stagioni estive del Novecento. E così sfogliando il libro ci si imbatte in fotografie che ritraggono appassionati melomani in fila per strappare un autografo alla «Divina», Maria Callas, oppure che catturano il momento in cui una elegantissima Vivien Leigh sta per sedersi a un tavolino sul Liston dopo uno spettacolo.Anche altre foto si trasformano nello specchio di una società in evoluzione: dai bambini immortalati mentre giocano lungo le strade alla Carega, in centro storico, verso fine anni Settanta, al chiosco dei gelati ai giardini Lombroso, una delle mete preferite dai veronesi per combattere l’afa e per scambiare quattro chiacchiere, oltre alle «molonare» disseminate in vari punti della città, ideali per ristorarsi mangiando una fetta d’anguria o sorseggiando una bibita ghiacciata.Ci sono poi i luoghi centrali nella vita della città nel corso dei decenni. Come piazza Erbe con le sue bancarelle, prese d’assalto dalle signore intente a fare la spesa. Ma nel volume hanno un posto di rilievo anche altri angoli di Verona, mutati nel corso degli anni. In uno scatto del 1959, una via Tonale quasi irriconoscibile si presenta ancora sterrata, piena di sterpaglie sui cigli della strada, dove iniziano a elevarsi i palazzi che ancora oggi costeggiano la via di Borgo Trento.Che ci fanno degli elefanti in corso Porta Nuova verso piazza Bra? La domanda sorge spontanea posando gli occhi su una fotografia di Gaetano Richelli. Si tratta dei preparativi per l’edizione 1954 dell’Aida in Arena.Ci sono poi le vedute con l’Adige all’altezza della Giarina, vicino a ponte Nuovo e ponte Navi negli anni Sessanta e a fianco uno scatto che ritrae quasi lo stesso punto ma sessant’anni prima, con i mulini di fronte a Sant’Anastasia sulle acque dell’Adige.Atmosfere, abitudini, sentimenti, luoghi che hanno visto protagonisti i nostri padri, e per i più giovani, i nostri nonni. Istantanee di momenti di vita quotidiana nel secolo scorso durante la stagione più calda e spensierata.Il libro verrà presentato martedì 26 giugno alle 17,30 nella sala Farinati della biblioteca civica. L’evento sarà moderato dai giornalisti Maurizio Battista, capocronista del nostro giornale, e Gianni Villani collaboratore.Dopo la puntata sull’estate, il prossimo appuntamento con «Le stagioni di Verona nel Novecento» sarà con il volume dedicato all’autunno.

Tratto da: L'Arena di Verona

Data: 24/06/2018