Mercoledì,  16 gen. 2012

nell’ambito degli incontri settimanali dell’ Associazione abitare Borgo Trento onlus

 

 

 

Incontro con il Dott. Grigolini.  Presidente della Circoscrizione 2^

Sede dell’Associazione “Abitare Borgo Trento” – onlus

 

(Trascrizione della registrazione audio dell’intervento, approvata dal relatore.)
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Borgo Trento, al suo interno, ha le ragioni per cui la 2^ Circoscrizione è spesso sul giornale ed è molto importante agli occhi della città, del consiglio comunale, della Giunta Sindaco e Assessori.

Alcune tra le ragioni sono:
•  Grande concentrazione di abitanti , livello culturale elevato.
• l’Ospedale, attrattore di attenzione per molteplici motivi, tra cui il traffico di personale dipendente, di utenti,   ecc.
•  l’Arsenale: un gioiello da considerare un’appendice del centro storico oltre Adige che speriamo venga recuperato quanto prima.
•  Le colline, polmone della città.
•  Il parco dell’Adige Nord.
•  …
Borgo Trento è di per sé, purtroppo, un attrattore di traffico, determinato dalla sua vicinanza con il centro e con il Polo Confortini dei quali rischia quotidianamente di diventare parcheggio.
Il problema  potrà essere in parte attenuato dai nuovi parcheggi e dalle innovazioni in materia di trasporto pubblico che la Giunta  comunale si appresta a realizzare.
Una ZTL come il centro storico per adesso resta cosa ipotizzabile, ma non realizzabile.
Con l’attuazione del piano della sosta, tre anni fa, da parte del precedente consiglio, si è posto oggettivamente un limite in Borgo Trento a chi lasciava la macchina parcheggiata per un giorno intero; ma per il principio dei vasi comunicanti il problema si è spostato in Pindemonte, Valdonega e Ponte Crencano, soprattutto per la presenza dell’ospedale.

Poi il piano della sosta è stato ampliato anche al primo, ma non ancora a Ponte Crencano e Valdonega.

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Opere effettuate per i parcheggi
I parcheggi fatti in 30 anni in Borgo Trento sono 2 (circa 200 posti auto), Via Camozzini e Via Abba pertinenziali.
Nei prossimi tre anni avremo:
•  140 posti sotto viale Repubblica (dal volto a via Isonzo) accatastati agli appartamenti sovrastanti (tre piani interrati)
•   entro agosto via De Lellis mette a disposizione 400 posti auto di cui la metà pertinenziali e gli altri per l’ospedale
•   corte ovest Arsenale 150 posti assegnati alla Cattolica e residenti
•   il Park Saba in Arsenale: aprono il cantiere a maggio con uno scavo totalmente sotterraneo per ca. 400 posti
•   parcheggio scambiatore di Ca’ di Cozzi che sarà realizzato in corrispondenza con il progetto del  filobus (1000 posti)
Per un totale di quasi 2000  posti. Se però disponiamo di spazio sotterraneo e non approntiamo delle misure per difendere quello liberato in superficie, questo si riempirà di nuovo e quindi ritorneremo tra tre quattro anni ad avere la necessità di ragionare o meno su una zona a traffico limitato.
Pista ciclabile – Servizi Pubblici
Il disegno è : voglio incentivare il servizio pubblico da un lato, ma devo anche permettere a chi vuole usare l’auto di dargli il parcheggio; ne consegue che lasciamo fuori due categorie di persone: i pedoni e i ciclisti, utenti deboli e quindi da tutelare maggiormente.
Se si vuole solo pensare di fare una pista ciclabile, vuol dire che si devono eliminare dei posti auto e a questo punto  o si vieta alla gente di entrare in Borgo Trento o gli si da  un’ alternativa.
L’alternativa è eliminare gli stalli in superficie. Una volta che si otterrà di svuotare parzialmente le strade, si potrà pensare ad una ciclabile.
E il mezzo pubblico?
I mezzi pubblici attuali sono obsoleti quindi, anche se per  alcuni è un ritorno al passato, il progetto filobus e la realizzazione dei parcheggi sono anche in funzione della fattibilità di piste ciclabili.
Il filobus avrà una frequenza di 3 minuti e capacità di 180 persone con tragitti dinamici, cioè solo  per i mezzi pubblici nelle fasce calde e anche per le auto negli altri momenti (Corsie dinamiche)
Via Mameli sarà un problema, ma bisogna forzare la gente a prendere il mezzo pubblico anche con la lotta per il prezzo.
Per tornate alla ciclabile  l’unica che attualmente c’è è da Avesa a Via Santini e verrà risistemata speriamo entro  l’estate, appena saranno disponibili i fondi dal piano degli interventi.
Notizia recente dal dott. Caffi è che dal geriatrico a piazzale Stefani viene realizzata una ciclabile interna all’Ospedale, quindi da Avesa attraverso via Sabotino si arriva a P.le Stefani.
In futuro quindi potremo ragionare per raggiungere in maniera omogenea P.za Vittorio Veneto e Castelvecchio, ma i numerosi carrabili rendono difficoltosa la  realizzazione in sicurezza. Gli spezzoni di pista cicalabile non sono attuabili perché troppo pericolosi. Oltre a ciò le normative correnti impongono spazi, dimensioni e caratteristiche che, in una città che ha un impianto urbanistico come Verona, sono di difficile attuazione.

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Alla considerazione sulla pericolosità di attraversare i ponti in bicicletta e alla proposta di dare spazio ai pedoni su un lato e ciclisti sull’altro, il Dott Grigolini risponde che un rischio può essere insito nel tipo di pavimentazione dei marciapiedi che è in sé scivolosa e quindi rischiosa.

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Qui il dottor Grigolini inserisce una sua considerazione del tutto personale sulla numerosità di ponti a Verona, facendo notare quanto sarebbe utile un ponte che scaricasse il traffico di via Preare e Via Mameli verso il Chievo.

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Domanda: marciapiedi sconnessi

Nell’evolversi del discorso il Presidente spiega i motivi per cui oggi i marciapiedi vengono coperti da uno strato di catrame e non rifatti; con un intervento pesante  la legge obbligherebbe ad adeguarne la larghezza a norma di legge togliendo spazio alla carreggiata. Per questo vengono coperti con la consapevolezza che saranno da rifare in breve tempo

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Galleria
Qui vengono dette falsità e i cittadini sono indotti a pensare come voi, ossia che sotto Avesa sarà tutto a cielo aperto.
La galleria Parte da Poiano ed esce all’altezza di Giesse scampoli; da qui viaggia 100-200 metri in superficie poi  torna sotto per ritornare fuori definitivamente nei pressi dell’ Abital, dove verrà fatto un ponte a quattro corsie destinazione Verona nord.
Prima dell’ultima uscita a Giesse scampoli, da via Monte Ortigara a dopo san Rocco, esce dalla collina,  viene scavata un’enorme trincea fonda 10 metri (sottoservizi ecc) poi travi e copertura di tre metri di terra (senza camini), solo aspirazione verso le entrate-uscite.
Chiuso il cantiere, nei quartieri interessati ci saranno zero uscite di gas, aspirato da speciali pompe e da una centrale di filtrazione e tutto sarà coperto da prato.
Adesso il percorso da Poiano a Parona  praticamente è tutto a cielo aperto: in mezzo ai quartieri….
Arsenale
La proprietà rimane al 100% in mano al Comune, vengono concessi gli spazi per un numero di decadi da decidere da 99 a scendere. La gara prevede che se un partecipante scende da quel tetto di anni, ottiene punteggio maggiore in gara. La data su cui porre la fine della cessione si basa su uno studio di sostenibilità economica.
Per ristrutturare lo stabile ci vogliono 40-50 milioni di euro, chi li mette?

È stato fatto un progetto che ha un costo, (era stato fatto un altro progetto che aveva il triplo dei costi su cui non era stato messo un euro).  La Giunta ha venduto un palazzo e ha guadagnato circa 30 milioni (vendita del palazzo del Capitanio alla Cariverona), 12 di quei milioni vengono messi nell’Arsenale come a dire “voglio un project financing, cioè voglio che il privato faccia per me quel lavoro, ma siccome credo fermamente nel progetto Arsenale e ne voglio comunque godere, pur rivolgendomi al privato, ci metto 18 milioni ”

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In risposta alla lettura della petizione del Comitato
Prima falsità: L’arsenale sarà tutto e completamente del comune e rimane un terzo a uso pubblico e 2/3 ai privati
Oggi totalmente a nostra disposizione abbiamo un 10% quindi con 12 milioni viene triplicata la disponibilità,  sul 100% del futuro.
Seconda falsità detta: non esiste più il teatro Ipogeo.
Terza falsità: il 30% è totalmente e gratuitamente a nostra disposizione e ciò significa: un centro anziani, spazio per associazioni, la scuola materna della S. Vincenzo, un asilo nido, una sala civica, e qualche ufficio di riferimento della circoscrizione per il territorio.
Chi prende la concessione degli spazi lo fa perché ci investe 40 milioni totalmente di tasca sua, e avrà in ogni caso dei vincoli, poiché l’Amministrazione intende mantenere un profilo  molto alto delle attività commerciali che verranno accolte
E’ stato chiesto se è previsto anche un supermercato.
Risposta: se mettono un supermercato “mi dica perchè no.”
Vero è che se questa ristrutturazione è veramente funzionale e attira gente per tutte le attività commerciali, associazioni e scuole, magari faranno anche la valutazione che in una piccola fetta ci stia un piccolo supermercato di 400 mq o per ipotesi una panetteria artigianale o altro.
Se fatto con criterio ed intelligenza, il privato vuole un ritorno nei novanta o ottanta anni in cui gode degli spazi e non possiamo non darglielo, se adesso mi da, per recuperare una cosa che sta letteralmente crollando, 40 milioni.
Domanda: perché ora abbiamo solo il 10%
Il 10% di cui si può godere ora deriva dal fatto che il piano superiore della palazzina di ingresso è museo, ma non fruibile dal cittadino poiché magazzino ad alta tecnologia per i reperti in esso contenuti  (costa l’ira di Dio) . Poi c’è il magazzino del Tocatì pure non agibile, ed altro.
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Gli amministratori precedenti hanno abbandonato completamente l’Arsenale, che al trasloco dei militari era ancora in buon ordine, ora la situazione è degradata sino al collasso della struttura.
L’Amministrazione può mettere solo 12 milioni di euro e ha trovato un privato che ha detto lo prendo, lo mantengo, lo custodisco: “gli devo dire no?”
Abbiamo parlato col Sindaco ipotizzando di fare diversamente, cedendo dell’altro e cosi via, ma lui ha detto che tutto questo ha un costo e ha ritenuto che questa sia la soluzione migliore nell’equilibrio dei bilanci comunali.
Il dott. Grigolini afferma di non avere la visione d’insieme che può avere solo il Sindaco e la Giunta, e si fida: la soluzione scelta sta in piedi e comunque ci sono organi di controllo deputati a verificare che tutto fili.
La proposte avanzate dal dott. Grigolini e dal suo predecessore sono state di portare in Arsenale l’asilo della S. Vincenzo, poiché la diocesi chiude. All’asilo si aggiunge un nido, un centro anziani, associazioni varie che troveranno spazio, ma non a € 2.500 il giorno (!!!), bensì alle medesime tariffe popolari o gratuite alle quali già oggi si può accedere, per le pulizie riscaldamento luce ecc.  Qualora per esempio Abitare Borgo Trento chiedesse il patrocinio per una particolare iniziativa di valore, se concesso, scatta la gratuità e nessuno paga.
Domanda: e il Teatro Laboratorio?
Purtroppo deve scomparire dall’Arsenale anche il Teatro Laborario per il quale stanno comunque cercando una soluzione. Non è previsto l’allargamento del museo di Castelvecchio.
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Il Dott. Grigolini chiude facendo notare che per la Gran Guardia, all’atto della ristrutturazione nessuno disse niente. Per l’Arsenale ci hanno permesso di parlarne, ci hanno concesso il 30%, recuperano uno spazio degradato, ci tolgono un parcheggio indecente, hanno già recuperato, con un ottimo lavoro la parte esterna, e mi pare che in fin dei conti non vada male: logico che tutto si può far meglio.
Alla richiesta di un parere sulla copertura in vetro, viene risposto che fa parte del progetto dell’attuale Ditta e sarà destinato a cambiare cento volte e deve ancora passare dalle Forche Caudine della Sovraintendenza che “sarà come chiedere a Dracula una donazione di sangue”.
La ragione della copertura è che la fruibilità dell’ Arsenale è importante per la sostenibilità del progetto: se io ci metto 40 milioni e ci vado solo quando non piove o quando c’è caldo, la fruibilità della struttura su cui ho fatto un progetto si limita a 4 mesi,  se la copro allungo il periodo di fruibilità.
La Ditta deve comunque studiare qualcosa che abbia meno impatto visivo, trovando soluzioni alternative. Sarebbe un peccato che venisse snaturata una struttura militare riconosciuta tra le più belle in Europa, anche dall’UNESCO.
Uno dei vincoli del progetto dati dalla ditta è che entro 400 giorni dall’approvazione del preliminare si parta, ma tra il preliminare e il cantiere ci sono gli  studi di fattibilità, i permessi, il progetto definitivo poi il progetto esecutivo…  vigiliamo e speriamo.