IL GRANDE RECUPERO. Il prossimo anno sarà dedicato alla progettazione con avvio dei primi lavori negli ultimi mesi
Giarracuni: «I tempi del piano ci mettono in grave difficoltà» Segala: «Possibile valutare l’uso provvisorio di una palazzina»

I tempi dei cantieri si intravvedono solamente. I primi verso la fine del prossimo anno. Il recupero dell’ex Arsenale, tra progettazioni, procedure di bando europee e affidamento dei lavori, spiazza intanto l’Accademia di Belle Arti. Venuta meno la possibilità di un acquisto da parte dell’università di Palazzo Verità-Montanari, 7,5 milioni il valore d’asta nella destinazione d’uso attuale a «servizi», gli artisti rischiano il «collasso», come spiega il presidente Marco Giaracuni, «in attesa che sia completato il recupero, ormai decisamente avviato su un progetto unitario, del complesso austriaco. Non ce la faremo a reggere l’aumento delle iscrizioni e il bisogno di spazi seguiti al riconoscimento di corsi accademici».«Rimeditate», è l’invito che cade sulla commissione consiliare riunita con la presidenza di Paola Bressan, presenti gli assessori Ilaria Segala (Pianificazione urbanistica), Edi Maria Neri (Patrimonio) e Luca Zanotto (Lavori pubblici). «Avevamo proposto il recupero di uno spazio per le nostre attività, avendone al momento la possibilità», dice Giaracuni. «Ma il meccanismo rigido del progetto sposta in là i tempi. Se non ci sarà una soluzione nell’Arsenale dovremo, per forza, cercare altrove».La studio preliminare di fattibilità, elaborato dal Comune per il recupero dell’ex Arsenale sarà pronto a breve. Verso la fine anche la gara per sistemare la copertura degli immobili e l’indagine sul rischio sismico. «I parere della Soprintendenza, con cui concordo, predilige l’unitarietà del progetto», spiega Ilaria Segala. «Ciò non significa», aggiunge, «che non si possa valutare una temporaneità d’uso a favore dell’Accademia: non dell’intera “corte” a loro destinata (nei piani di spesa 9 milioni di euro, ndr) ma di una palazzina».La cronologia prevista dei lavori, illustrata nel dettaglio da Sergio Menon, dirigente per l’area Edilizia monumentale, lascia intravvedere un 2019 «di progettazione, con i primi cantieri nel 2020 e la prosecuzione dell’intervento per lotti, secondo le disponibilità». Con un investimento previsto di 52 milioni. La bonifica dovrebbe essere completata nei primi mesi del prossimo anno. «Servono limiti temporali precisi anche su questo, vista comunque la presenza rilevata nei terreni di metalli pesanti», osserva Michele Bertucco (Sinistra in Comune). L’altra incertezza è legata alla definizione delle reti energetiche, tecnologiche e di scarico. Nel frattempo, sulla scia di una mozione del consigliere e capogruppo di Forza Italia Andrea Velardi, resta aperta la partita dell’uso temporaneo dell’area verde dell’Arsenale in base al progetto «ARS manifesto per un parco urbano», la proposta degli architetti Alberto Vignolo, Luigi Marastoni e Sebastiano Zanetti: interventi «leggeri» e installazioni. «Serve cercare risorse, anche private, per realizzare quanto città come Marsiglia hanno già fatto». Lapidaria Elisa La Paglia (Pd): «Ancora un progetto copiato male».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 21

Note: Paolo Mozzo