Una delle manifestazioni promosse dal comitato per fermare il progetto edilizio dell'ex Bam

PONTE CRENCANO. Il Comune concede il permesso di costruzione dopo mesi di proteste da parte del comitato Asma
Bertucco: «I cittadini sono stati illusi». Segala: «Non c’è stata scorrettezza ma non esistevano appigli legali per fermare l’opera».
Il peggiore incubo per i residenti di Ponte Crencano – la costruzione di quattro torri, alte fino a dieci piani per 150 appartamenti, più un’area commerciale nella cosiddetta «ex area Bam» – sta per diventare realtà. Il Comune, tramite il settore edilizia pubblica, ha infatti concesso il permesso di costruire in attuazione del piano di riconversione nella zona tra via Mameli, via Cavalcaselle e via Failoni.Contro la lottizzazione, per salvare a verde l’ultima area di sfogo per un quartiere ad altissima densità abitativa, il comitato Asma (Associazione Santa Maria Ausiliatrice, dal nome della chiesa del quartiere) ha lottato strenuamente per mesi, con marce, manifestazioni, raccolte di firme e pareri legali. Ma il dado è tratto. «Non c’erano alternative», assicura l’assessore all’urbanistica Ilaria Segala, «secondo il nostro ufficio legale, infatti, è impossibile annullare 11 anni di diritti acquisiti e nel procedimento non ci sono vizi formali cui appellarsi per fermare l’opera, per il Comune sarebbe stato un suicidio dal punto di vista legale». E sottolinea: «Non ho mai detto che era una battaglia facile. Il 6 agosto ho incontrato il comitato con i loro avvocati per comunicare loro l’esito dello studio, da parte dei nostri legali, del parere che avevano redatto, e in quell’occasione avevo detto senza giri di parole che lo sbocco sarebbe stato questo e che non c’erano margini di manovra».Il dispositivo si aggiunge a quello rilasciato a gennaio, riguardante le opere di urbanizzazione, e chiude così il cerchio amministrativo sulla contestatissima opera che, si teme, ingolferà di traffico la viabilità di Ponte Crencano. A dare la notizia del provvedimento datato 30 agosto, è Michele Bertucco di Verona e Sinistra in Comune, che non risparmia critiche a Palazzo Barbieri. Il consigliere parla di «grave scorrettezza nei confronti del comitato a cui era stato promesso un incontro in conferenza dei capigruppo». E aggiunge: «Non ha mai visto la luce nemmeno il parere che l’amministrazione si era impegnata a richiedere, tanto che la stessa maggioranza aveva sollecitato i cittadini a presentare un proprio parere di parte. Tuttavia», si arrabbia Bertucco, «il parere redatto dall’avvocato Maurizio Sartori non è stato preso in considerazione. In definitiva», conclude, «questa amministrazione ha illuso i cittadini, portando a conclusione l’iter in silenzio. E nel frattempo la lottizzazione è passata dal Gruppo Italiano Costruzioni alla padovana Industrie Edili Spa».Accuse che l’assessore respinge al mittente: «Non abbiamo mai nascosto nulla, il 6 agosto i nostri legali avevano detto di non poter condividere il parere dell’avvocato Sartori. In quell’occasione avevo anche saputo della richiesta di incontrare i capigruppo, ma non ci sarebbero stati i tempi tecnici per non incorrere del silenzio-assenso. Sono stata corretta e trasparente anche con il consigliere Bertucco, tanto che ero stato io ad avvisarlo per primo della procedura».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Data: 5/09/2019

Note: Enrico Santi