Una delle manifestazioni dei cittadini contro la lottizzazione dell'ex Bam, nel maggio scorso

URBANISTICA. Permesso a costruire rilasciato per le opere di urbanizzazione a Ponte Crencano

Bertucco: «Promesse tradite, le autorizzazioni si potevano revocare» L’assessore Segala: «Il progetto non ci piace, ma non c’è alternativa».
Un permesso a costruire che fa gridare al «tradimento» Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune. Il provvedimento, che porta la data del 30 gennaio 2019, riguarda la cosiddetta area ex Bam di via Mameli, a sud del quartiere di Ponte Crencano. Ma a Palazzo Barbieri l’assessore all’urbanistica Ilaria Segala assicura che «non c’erano margini per bloccare l’intervento». Contro il progetto che prevede la costruzione di quattro torri residenziali da nove e dieci piani, più un edificio commerciale, era nato anche un comitato di cittadini, l’Associazione Salute Maria Ausiliatrice (Asma) che aveva dato vita a proteste, manifestazioni e «girotondi» a suon di fischietti e pentole attorno all’area. Il comitato ha inoltre portato in Comune 2.413 firme sulla petizione che chiede lo stop del progetto.Il nuovo insediamento residenziale, sono previsti 150 appartamenti, e commerciale era stato bocciato anche dal Consiglio della seconda circoscrizione. «Sarà il colpo di grazia per la qualità della vita, parcheggi e viabilità non reggeranno» protestano i residenti.La decisione di Palazzo Barbieri arriva quindi come una doccia fredda. «Disattendendo l’impegno preso in Consiglio comunale», esclama Bertucco, «l’amministrazione ha rilasciato al Gruppo Italiano Costruzioni il permesso di avviare le opere di urbanizzazione sull’area dell’ex Bam». L’esponente dell’opposizione è su tutte le furie: «L’amministrazione non ha avuto nemmeno il buon gusto di avvertire il sottoscritto che per non politicizzare la questione, nel febbraio 2018, aveva rinunciato a mettere ai voti la mozione per la revoca del famigerato Pua Mameli dietro la promessa di acquisire, da parte dell’amministrazione, un parere pro veritate da parte di un consulente di fiducia del Comune che la giunta aveva individuato nell’avvocato Giovanni Sala, che, a ben guardare, non è mai stato nemmeno interpellato». Bertucco è visibilmente irritato. «O sono politicamente scorretti», esclama, «e totalmente inaffidabili, oppure non sanno impartire le direttive ai propri uffici, non saprei quale delle due ipotesi sia la meno penosa». Pronta la replica dell’assessore Segala. «Ci siamo avvalsi del parere dell’avvocatura interna», fa sapere, «e la questione è stata studiata a fondo, ma non ci sono margino per revocare l’autorizzazione perché i richiedenti hanno tutto il diritto di procedere». E conclude: «Questa urbanizzazione non piace nemmeno a noi, ma non possiamo farci nulla… E ricordo che queste quattro torri sono un’eredità della precedente amministrazione». Bertucco, da parte sua, parla di «intervento molto invasivo, incastonato nel tessuto urbano e viabilistico già congestionato di Borgo Trento e destinato a cambiarne per sempre lo sky line». Antecedente al Piano degli Interventi del 2011, il progetto rimase a lungo nel limbo. «L’amministrazione Tosi», aggiunge Bertucco, «l’aveva ovviamente recuperato negli ultimissimi giorni del suo mandato». Secondo il consigliere «la necessità di revocare le autorizzazioni in via di autotutela risiede nel fatto che la convenzione fu sottoscritta nel novembre 2017 a termini già scaduti».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Data: 12/02/2019

Note: E.S.