L'ex distributore secondo il progetto degli architetti Anselmi e Bello

IL PROGETTO. L’esposizione alla galleria «Smart Revolution» in via Ponte Pietra fino a domani
In mostra l’idea degli architetti Anselmi e Bello: un caffè-pasticceria che richiama la vecchia stazione ferroviaria Verona-Caprino
M.CERP.
Auto parcheggiate a ridosso. Una ventina sino a coprire ogni spazio. Ma quell’ex distributore su via Mameli, proprio difronte a Porta Trento, sta cercando un’immagine diversa da quella di un parcheggio un po’ selvaggio. Negli ultimi anni, due progetti si sono interessati allo stabile abbandonato e nel più totale degrado. Uno lo proponeva come punto di accoglienza turistica, l’altro come rivisitazione dell’ex stazione ferroviaria Verona-Caprino più simile ad uno chalet. Il primo portava il nome degli attuali consiglieri comunali Matteo De Marzi e Paola Bressan, il secondo degli architetti Gabriello Anselmi e Luigi Bello.
Quest’ultima proposta trova ora spazio in una esposizione alla galleria «Smart Revolution» in via Ponte Pietra, 21, inaugurata ieri e aperta fino a domani con orario 10.30-12.30 e 17-20.Il titolo già disegna l’intento espositivo: ricucire la città attorno ad una proposta progettuale, appunto la sistemazione dell’ex distributore di benzina di via Mameli. Un edificio, come detto, da anni in completo abbandono e degrado.
Ma non in un luogo qualunque: infatti, si trova dove un tempo c’era la stazione ferroviaria Verona-Caprino, demolita negli anni ’60, sul lato di Borgo Trento che confina con la Valdonega e Veronetta, vicino all’Adige.«Sono pochi metri quadrati così ricchi di problematiche, tali da diventare un importante terreno di studio», commenta Anselmi, «verso la ricerca di una metodologia progettuale di base valida, da poter applicare anche in situazioni ben più vaste.
Non si tratta di un singolo progetto architettonico, ma di un piano che coordina con coerenza e scientificità le molteplici tematiche lì presenti per poterle, in seguito, inserire in un più ampio contesto cittadino». «Un percorso complesso», prosegue, «che trova la sua conclusione nella costruzione di un piccolo edificio a servizio del quartiere e della città: un caffè-pasticceria che nella sua forma richiama la storica ferroviaria Verona-Caprino.
Una citazione ripresa anche al suo interno, sia nell’arredo che ricorda una sala d’attesa sia per l’esposizione di alcune testimonianze originali quali fotografie, orari ferroviari, mappe. Così da creare pure un piccolo museo». Lo sguardo all’area comprende anche il vicino Ponte Garibaldi, da anni sotto osservazione per un progetto che vuole il ritorno dei quattro gruppi marmorei andati perduti con la ritirata tedesca durante l’ultimo conflitto mondiale.
«La proposta progettuale», riprende Anselmi, «è una metodologia che può dare delle indicazioni anche fondamentali nel disegno della città e qualora esposta diventa patrimonio di tutti. In questo modo, si crea un punto di partenza per un grande dibattito. Quel dibattito vitale che tace da troppi anni». «Nei pareri raccolti», prosegue, « vi sono sicuramente contributi interessanti e positivi, altri, invece, ci hanno lasciati perplessi come alcune proposte slegate da un disegno di ricostruzione storica-ambientale. Un esempio: l’idea di inserire la copia delle quattro statue originali non comprese nella fedele ricostruzione post bellica di Ponte Garibaldi».

Tratto da: Il giornale L'ARENA

Data: 16/02/2019

Note: cronaca pag 21