Una delle edizioni scorse della raccolta del farmaco

AZIONI VIRTUOSE. Dal 2016 il progetto vede coinvolti, tra gli altri, il Banco farmaceutico, Assofarma, Ulss e Comune
I cittadini hanno consegnato nei punti di raccolta 38mila confezioni prese in carico da associazioni di volontariato impegnate nel sociale.
In tre anni a Verona sono stati recuperati farmaci non scaduti per un valore di 566 mila euro. Si tratta di oltre 38mila confezioni di farmaci. È questo il dato più eclatante che emerge dal bilancio, presentato ufficialmente ieri a Palazzo Barbieri, del progetto “Recupero farmaci validi non scaduti” che, dal 2016, vede impegnati, insieme, Banco Farmaceutico onlus, l’Azienda Ulss 9 Scaligera, Federfarma, Assofarm, Farmacie unite, Comune di Verona e Amia, con il patrocinio dell’Ordine dei farmacisti di Verona.Il meccanismo della donazione prevede che i cittadini portino, nelle 24 farmacie individuate per la raccolta, le confezioni di farmaci non scaduti, correttamente conservate in casa e con una validità residua di almeno otto mesi. Dopo una prima selezione, il farmacista appone un timbro di annullo e inserisce i medicinali all’interno di appositi bidoni di raccolta messi a disposizione dall’Amia.I farmaci raccolti sono successivamente presi in carico, per la ridistribuzione, da alcune realtà di volontariato impegnate nel sociale e nella cooperazione internazionale. Si tratta dell’associazione di volontariato Cesaim (Centro salute per gli immigrati), impegnata dal 1993 a dare assistenza agli immigrati privi di copertura sanitaria, dell’Unione medico missionaria i (Ummi), che opera, attraverso il volontariato internazionale, tra le popolazioni più povere nei Paesi in via di sviluppo, della Caritas diocesana, che interviene in aiuto delle persone in situazione di povertà e di emarginazione sociale.«Il bisogno di farmaci», mettono in evidenza i promotori, «non riguarda più solo immigrati e profughi, ma sempre più persone e famiglie italiane che sono costrette a fare una scelta tra mangiare e curarsi». Secondo le rilevazioni dell’Istat, infatti, che tra il 1997 e il 2011 sette famiglie su dieci hanno dovuto diminuire le proprie spese sanitarie , mentre il bisogno di farmaci degli enti assistenziali è aumentato soprattutto riguardo ai farmaci da prescrizione medica. I risultati dell’iniziativa sono stati presentati a Palazzo Barbieri dall’assessore Marco Padovani, da Matteo Vanzan del Banco Farmaceutico e dal presidente dell’Ordine dei farmacisti di Verona Federico Realdon. Sono intervenuti anche il presidente dell’associazione Farmacisti volontari di Verona Paolo Pomari, il presidente di Federfarma Verona Marco Bacchini, il presidente dell’Amia Bruno Tacchella, il responsabile del servizio farmaceutico Agec Daniela Voi e il consigliere comunale Gianmarco Padovani.«Si tratta di un progetto di aiuto sociale di fondamentale importanza», sottolinea l’assessore Padovani, «che permette di recuperare farmaci destinati a diventare rifiuti e di rimetterli nel circuito assistenziale come risorsa per enti e persone disagiate. Invece di gettare ciò che può ancora essere utilizzato, si ha l’occasione di prendersi cura di chi è più nel bisogno».Il presidente dell’Amia, Tacchella, sottolinea che «è il primo progetto di questo tipo in Veneto, un progetto dal valore sociale e ambientale, che da un lato consente di realizzare un’azione di solidarietà verso i bisognosi e dall’altro di ridurre i rifiuti e i costi per la loro raccolta e smaltimento». Per Vanzan, «l’apporto che si riesce a dare con la raccolta di farmaci validi riesce in buona parte a coprire il fabbisogno della popolazione indigente, coinvolgendo i cittadini in un circuito virtuoso».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 12/11/2019

Note: E.S.