I DIVIETI. Zaia : «Se la sperimentazione sugli anticorpi col prelievo del sangue funziona, sarà la base per la “patente di guarito”. Qui non si deve tornare in emergenza»
«Il Veneto non deve fare la fine di Hong Kong dove è tornato l’incubo Riapertura attività? Per ora non se ne parla. Ue? Soldi, non messaggi»
«Non si può parlare di buone notizie in piena emergenza coronavirus. Al momento, però, il sistema della sanità regge». Così il governatore, Luca Zaia, ieri durate il quotidiano discorso ai veneti in diretta social. «La situazione è sotto controllo – spiega-. Tutte le 825 postazioni di terapia intensiva sono allestite e ora stiamo lavorando per attivarne altre, anche se spero di non doverle mai usare. Il quadro però potrebbe cambiare. Quindi serve non abbassare la guardia». E cioè: stare a casa e seguire le ordinanze.DECRETI, ORDINANZE E MISURE. Ieri mattina si era in attesa del decreto del governo, poi uscito ieri in serata, per il prolungamento delle chiusure a dopo Pasqua. Ma avvisa: «Noi abbiamo già preparato una ordinanza ancora più restrittiva dell’attuale che conferma quanto già adottato e qualcosa in più». Zaia oltre non si sbilancia (aveva accennato a “strette” sui mercati). IL CASO HONG KONG. Il nuovo provvedimento di Conte sarà valido fino al 13 aprile. Ma le imprese? Zaia è cauto: «Al momento non ci sono le condizioni per riaprire. Certo, la diffusione del contagio è sopita, ma dobbiamo fare in modo che si cementifichi la diga rispetto al coronavirus. Dobbiamo evitare di fare la fine di Hong Kong». L’ex colonia britannica dopo l’emergenza di inizio anno era ritornata tra le prime alla normalità: uffici aperti, aziende operative, mezzi pubblici in funzione, parchi e ritrovi riaperti. Ma è durata poco. Nei giorni scorsi un improvviso picco di casi ha fatto scattare l’allarme e via, di nuovo tutti isolati. Continua Zaia: «Dobbiamo fare in modo che quando le imprese riapriranno, non si torni indietro. La sperimentazione del test sierologico come “patente di guarito” va in questa direzione. Sperimentazione che non è ancora partita», precisa.EUROPA. Sul fronte politico-economico poi Zaia è duro: «Quando riapriranno i mercati l’Europa deve garantire che tutti siano sulla griglia di partenza con le stesse possibilità». E torna a ricordare quanto la Germania abbia stanziato per le sue aziende. «Per anni abbiamo sentito parlare di aiuti di Stato. Ora troviamo le nostre aziende a pezzi e quelle tedesche belle e pronte? No, così non vale. Abbiamo avuto grandi messaggi di solidarietà dei leader europei, ma non ce ne facciamo nulla. Vogliamo i soldi. Fino ad ora l’atteggiamento dell’Europa è stato inconcepibile».FAKE E GAFFE. Da segnalare lo scivolone del governatore. L’altro giorno ha declamato in diretta Fb una poesia attribuita, a suo dire, a uno storico greco del 200 a.C., poi scoperto inesistente, tale Eracleonte da Gela. «Il componimento narra una storia simile alla nostra alle prese col coronavirus: gente costretta a rimanere a casa per combattere “un male nell’aria che respiriamo”». Zaia, entusiasta, ha voluto condividerlo con i veneti in diretta streaming insieme al messaggio di speranza della poesia. Salvo poi scoprire lo scherzo, un pesce d’aprile. A inviargli il testo farlocco è stato il suo ex portavoce, oggi presidente del Teatro stabile del Veneto, Gianpietro Beltotto. «Una fake sì, ma d’autore», ha dribblato ieri Zaia. Per poi farne subito un’altra. Anzi un bel po’ a raffica: starnuti a go-go davanti ai microfoni delle tv e la mano davanti alla bocca. Educatissimo. Ma non ai tempi del coronavirus. Serviva il gomito.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 7

Data: 2/04/2020

Note: Cristina Giacomuzzo