Il cantiere di via Fra' Giocondo: alcuni alberi sono stati risparmiati dall'intervento FOTOSERVIZIO MARCHIORI

LA GRANDE OPERA. Restano cinque cedri del Libano e cambia la modalità di intervento
Barini e Zanotto: «Si cerca di non tagliare quante più piante possibili» «I cantieri proseguono, stop apparenti dovuti alle analisi del terreno»
PAOLO MOZZO

Cinque alberi risparmiati. Ed è già una buona notizia. «Altri li salveremo, cantiere dopo cantiere, dove sarà possibile», spiega il presidente di Amt, Francesco Barini, durante il sopralluogo in via Fra’ Giocondo, a ridosso dello Stadio, con l’assessore alla Viabilità, Luca Zanotto. «Qui si sta accelerando al massimo, perché incombe l’avvio del Campionato di calcio». Ridotte dunque le prime «perdite» di cedri del Libano, dopo le verifiche sulle nidificazioni. «È il primo cantiere in cui incontriamo “sul campo” questo problema. Il risultato è incoraggiante e lo stesso metodo sarà adottato in tutti i punti di intervento. Fermo restando come ogni pianta “sacrificata” al percorso del filobus sarà sostituita almeno da un’altra». VERDE. «Si favoleggia di abbattimenti massivi, 500, 700, 1.500 alberi: in realtà sono 251 e il numero è solo destinato a calare, dal momento che le ditte al lavoro hanno la disposizione di lavorare, a ridosso dei fusti, senza mezzi meccanici», spiega il presidente di Amt. «Come dimostra Bologna dove l’alimentazione elettrica passa anche tra le piante, si eviterà il taglio ovunque sia possibile». Linea condivisa anche dall’assessore Zanotto: «Questa è stata un richiesta precisa, venuta dalla Giunta comunale, valida per l’intera fase di realizzazione dell’opera»LA FERMATA. Ad accogliere Zanotto e Barini ci sono anche alcuni commercianti di via Palladio: chiedono lo spostamento di un centinaio di metri della fermata prevista. «Siamo qui da decenni ma con 34 posti auto in meno sulla via e il filobus che passerà a ridosso del negozio la situazione sarà drammatica», spiega Flavio Bonaldi, titolare della fioreria «Primavera». Lo affianca Paolo Morbioli. «Il mio panificio è qui dal 1968, se si procede così sarà la fine per tutti noi esercenti». Confronto di idee civile con assessore e presidente Amt. Nessuna promessa ma l’impegno a un incontro, venerdì, «per valutare con i tecnici la fattibilità di una variazione». Che sulla carta appare minimale. «Ma che va discussa con dati e progetto alla mano», osservano Zanotto e Barini.CANTIERI. Si va avanti, «in parallelo», secondo Amt. Le segnalazioni di alcuni cittadini descrivono una situazione diversa: «Le recinzioni ci sono ma non si vedono operai al lavoro…». «È certo che rispetteremo l’ordinanza comunale per le operazioni di cantiere, anzi probabilmente riusciremo ad anticipare», spiega senza esitazioni Francesco Barini. «Capisco che l’impressione, per chi ha reti e divieti sotto casa, sia diversa. Ma le operazioni proseguono, includono anche delle “prove” tecniche, analisi non certo disponibili nell’arco di poche ore… Ciò che appare non è ciò che è nella realtà». In via Guido D’Arezzo è venuto alla luce un selciato dell’Ottocento. Indispensabili i controlli da parte della Soprintendenza. «Anche le prove con il georadar in via città di Nimes (contro il rischio di residuati bellici, ndr) richiedono un tempo per le analisi. Non è corretto né reale dire che i cantieri siano fermi». Il «caso» di via Pisano con l’agognato «doppio senso»? «È in lavorazione», dice amletico il presidente di Amt, senza sbilanciarsi. Sarebbe una delle «svolte» più attese.«Che i disagi ci siano e che altri vi saranno è cosa nota», spiega Barini. «Ma va chiarito come si stia facendo quanto possibile per ridurli al minimo». Salvando alberi e cercando il dialogo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tratto da: L'Arena -

Data: 6/08/2019