Un bus Atv in via IV Novembre: con il filobus la strada diventerà a senso unico

L’OPERA. Dubbi degli abitanti per il progetto del nuovo sistema di trasporto pubblico. Sostenuti da Tosi e Croce

«Ci incateneremo agli alberi». Timori per le ricadute sulla viabilità in via Mameli e via IV Novembre. «E in tutta la città quasi 2mila attività commerciali rischiano difficoltà»
Avvertono di essere pronti a incatenarsi agli alberi, lungo il futuro tracciato del filobus (nonostante le rassicurazioni dell’Amt, non sono persuasi che le piante verranno risparmiate). Ma le preoccupazioni non riguardano solo il verde: «Siamo qui per dire “no” al filobus. Un’opera devastante, oltre che superata prima ancora di arrivare su strada».Un gruppo di cittadini di Borgo Trento è sceso in piazza Vittorio Veneto, ieri mattina, per contestare la filovia: soprattutto nella parte del tragitto che coinvolgerà il quartiere, comportando pesanti modifiche all’attuale viabilità sugli assi principali, da via Mameli a via IV Novembre.Agli abitanti si sono mescolati i politici. Presenti alla manifestazione Michele Croce, leader di Prima Verona, ma anche l’ex sindaco Flavio Tosi, accompagnato dall’ex assessore Alberto Bozza e dagli ex presidenti di circoscrizione Maurizio Manzini (Seconda) e Mauro Spada (Sesta). L’amministrazione Tosi seguì il progetto filobus fino in fase avanzata. Ma oggi, al successore Sboarina, vengono contestate scelte che, a detta di Tosi stesso, penalizzeranno troppo il traffico privato.«Così come concepito dall’attuale amministrazione, il filobus provocherà disagi mostruosi. Si immagini, per esempio, il traffico su una via Mameli privata di due corsie, da dedicare al nuovo mezzo di trasporto pubblico. Ma c’è ancora tempo per rimediare», ha detto Tosi. «Basterebbe far passare la filovia dove oggi transitano gli autobus, senza stravolgere la viabilità con nuove corsie preferenziali». «Purtroppo», ha sottolineato l’ex sindaco, «dall’Amt e dal presidente Barini finora non c’è stata apertura ad accogliere le istante dei cittadini».E Bozza ha aggiunto: «I lavori in Borgo Trento cominceranno tra un anno. Ci sarebbe dunque il tempo per discutere sull’eliminazione, almeno in fase iniziale, delle corsie preferenziali per il filobus in via Mameli e in via IV Novembre». Il progetto prevede che in Borgo Trento la filovia transiti da piazzale Stefani a piazzale Cadorna in marcia autonoma, cioè a batteria. In via IV Novembre sarà istituito il senso unico a salire per le auto, mentre via Todeschini dovrà accogliere il traffico verso viale della Repubblica. Una rivoluzione che porterà a sacrificare alcuni posti auto. Croce ha commentato: «Il “filo-mostro” ha un padre nella scorsa amministrazione e un padrino nell’attuale, che dovrebbe avere il coraggio di dire “no”. Quasi duemila attività commerciali, corrispondenti a circa 6mila persone, sono destinate a languire o a chiudere, a causa della sottrazione di posti auto. E Sboarina non ascolta i cittadini». Questi ultimi, da parte loro, si chiedono: «Perché il Comune non apre alla possibilità di rivedere il progetto nei punti da noi contestati? Cosa c’è sotto?», criticava, ieri in piazza, la residente Micaela Dal Zotto. Le faceva eco Gabriella Torregrossa: «Non capiamo come sia stato possibile insistere su un’opera obsoleta, quando al giorno d’oggi, con uguale spesa, ci si sarebbe potuti dotare di efficienti bus elettrici, senza necessità di appendere fili, tagliare alberi e devastare la città con cantieri e stravolgimenti viabilistici».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 13

Data: 7/11/2019

Note: Lorenza Costantino