Davanti alle transenne per assistere all'abbattimento degli alberi di via Fra Giocondo FOTO MARCHIORI

IL CASO. Motoseghe in azione in via Fra Giocondo per eliminare 19 delle 21 piante sullo spartitraffico. Lavori urgenti perchè il 18 agosto ricomincia il campionato di calcio
Barini, presidente Amt, sul posto: «Considerate due ipotesi alternative, ma giudicate irrealizzabili». E alcuni cittadini «minacciano» di boicottare il nuovo mezzo di trasporto
LAURA PERINA

Non sono bastate le proteste dei residenti dello Stadio, del comitato “No al filobus” e delle associazioni ambientaliste. Il settore Strade e Giardini ha concesso la deroga per l’abbattimento degli alberi di via Fra Giocondo, nonostante luglio sia mese di nidificazione. Priorità al cantiere della filovia. Così, ieri mattina, il quartiere si è svegliato col rumore delle motoseghe in azione. Delle 21 piante che resistevano da 60 anni sulla lunga aiuola spartitraffico, se ne salveranno due. Stando all’Amt i lavori non potevano subire ulteriori ritardi. Il 18 agosto ricomincia il campionato di calcio e la zona deve essere libera per questioni di ordine pubblico, come richiesto dalla Prefettura. Però gli attivisti non intendono gettare la spugna. «L’amministrazione ha iniziato una guerra contro gli alberi», dice Chiara Tosi, coordinatrice regionale della Lipu che nei giorni scorsi aveva sollevato la questione del divieto di abbattimento in presenza di nidi d’uccello. «La deroga è un atto amministrativo che condanniamo. Se non sarà conforme alla legge, andremo alle sedi competenti. Nel frattempo vigileremo sui prossimi sradicamenti e sul rispetto della compensazione promessa dall’Amt», ossia una nuova piantumazione per ogni albero sacrificato. In mattinata, assieme agli operai, sono arrivati sul posto il presidente della municipalizzata, Francesco Barini, e alcuni tecnici, uno dei quali ha mostrato il verbale di verifica della presenza di nidi eseguita sugli alberi dal 10 al 21: esito negativo. La sospensione del cantiere durava da una settimana, da quando il Consiglio comunale si era mobilitato per la salvaguardia degli alberi votando una mozione che impegnava l’Amt a valutare lo spostamento del capolinea del filobus. «Sono state prese in considerazione due ipotesi, entrambe giudicate irrealizzabili sia dalla direzione lavori che dal Rup», spiega Barini. «La prima era far passare il filobus sotto la curva sud del Bentegodi. Non fattibile, perché durante le partite quella parte di strada è chiusa al traffico. L’altra era far slittare la banchina, ma non ci sarebbero stati gli spazi per far transitare tre corsie in sicurezza».Il malcontento dei cittadini non si è fatto attendere, molti hanno approfittato della presenza di Barini per lamentarsi anche di non essere stati adeguatamente informati sull’avvio del cantiere. Minacciano di boicottare in massa il filobus, una volta che sarà operativo. E nel pomeriggio i gruppi consigliari di minoranza hanno trasmesso una nota congiunta. «Il Consiglio comunale», si legge, «aveva assunto una posizione chiara nei confronti della variante al tracciato di via Fra Giocondo, impegnando sindaco, Giunta e Amt ad accogliere lo spostamento del capolinea sotto la curva sud, realizzando una rotonda tra via Palladio e via Fra Giocondo e salvaguardando gli alberi. A distanza di pochi giorni questo impegno è stato disatteso. Se neppure il Consiglio riesce a imporre al sindaco e ad Amt le migliorie al tracciato attuale del filobus nel quartiere Stadio, ci domandiamo cosa accadrà alle altre due varianti approvate sempre in Consiglio per lo sdoppiamento del tracciato di via Pisano e per lo stop alla galleria pedonale di via San Paolo». Oltre alle scuse da parte di Sboarina e dell’assessore Polato, i consiglieri chiedono a Barini di fare un passo indietro.

Tratto da: arena giornale di verona

Data: 13/07/2019