Francesco Barini e Lucia Poli del cda durante la conferenza

Il presidente di Amt: «I mezzi saranno lunghi 18 metri. Per i 24 serve una modifica al codice»

Eppur si muove, verrebbe da dire. Nonostante un ritardo di 24 anni. Tanti ne sono passati, infatti, da quando il Comune chiese il finanziamento per realizzare la tramvia, poi diventata filobus. «Finalmente il progetto definitivo avanzato del filobus è partito nei giorni scorsi alla volta di Roma», annuncia Francesco Barini, presidente di Amt, l’azienda che ne è la stazione appaltante. Un passo avanti fondamentale e necessario per realizzare «quella che rappresenta l’opera madre di Verona nei prossimi anni». Perché sarà solo con l’ok del Ministero dei Trasporti che il Comune potrà far scattare i «mille giorni», durata prevista per il cantiere. E portare in strada l’opera, come annunciato proprio da Barini, nel 2021.«Nonostante i primi cantieri siano stati inaugurati già nel 2015, finora il progetto definitivo avanzato non era ancora a disposizione. Da sciogliere ancora alcuni grandi nodi, che negli ultimi mesi finalmente sono stati risolti».Il primo, quello di all’altezza di via Città di Nîmes: come avverrà l’attraversamento di Viale Dal Cero? «I due sottopassi per le auto saranno unificati: dobbiamo infatti ricordare che filobus non significa solo un mezzo di trasporto, ma anche tutta una serie di altri manufatti a favore della città», ricorda il presidente. Il secondo «nodo» era la strettoia di via San Paolo, all’altezza di via San Vitale. «Rimarranno due corsie, non sarà necessario il senso unico alternato. Ci sarà invece un sottopasso pedonale». Terzo problema finora irrisolto, il deposito alla Genovesa, dove nel sottosuolo era stata reperita una discarica abusiva di materiale inerte. «Il deposito resterà qui, la soluzione è stata trovata con alcuni adeguamenti progettuali», conferma Barini, «mentre verrà liberato quello attuale in via Torbido, che rientrerà nel Piru, con interventi di riqualificazione urbana».Restano confermati, invece, i mezzi di 18 metri, anche se l’Amministrazione aveva spinto per quelli da 24, che renderebbero l’opera più capace ed efficiente. «Per passare ai 24 metri sarebbe necessario cambiare il codice della strada. E l’attuale governo non ha mai affrontato la questione», conferma il presidente. «In ogni caso il percorso è stato studiato per consentire la circolazione anche di quelli più lunghi. Se prima che i mezzi entrino in produzione dovesse cambiare la normativa, saremmo pronti a cambiare le cose anche in corsa. Quel che è certo, è che non faremo più inaugurazioni: nel giugno scorso abbiamo notato un esborso enorme per la promozione del filobus. Noi non vogliamo spese inutili, prima che il cantiere sia effettivamente pronto a partire». E.PAS.© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tratto da: l'Arena Giornale di Verona

Data: 19/12/2017

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