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TRASPORTO PUBBLICO. Dopo la riunione con la Soprintendenza che aveva posto paletti per la zona del centro storico.

Amt e i costruttori ora studiano pensiline e arredi più sobri E c´è il sì del cda alla convenzione per i soldi garantiti dal Comune.

Il Consiglio di amministrazione dell´Amt, riunitosi nella sede di via Torbido, ha sottoscritto la convenzione con il Comune che le garantisce tre milioni di finanziamento comunale all´anno per pagare parte del filobus anche nel caso l´Amt non abbia più, in futuro, la gestione della sosta, che d´ora in avanti dovrà andare in gara d´appalto. Ma nella stretta finale del progetto della filovia si fissano i «paletti» tecnici e stilistici per le fermate e le pensiline del carico e scarico dei passeggeri.
LE COPERTURE e anche le paratie e le eventuali panchine dovranno quindi essere le meno invasive possibile, dal punto di vista della dimensione e del colore. In particolare nel centro storico, dove i mezzi del sistema di filoviario si muoveranno senza fili elettrici, come fuori dalla città e in periferia, ma con un motore diesel.
È quanto stabilito dai tecnici dell´associazione temporanea d´impr! esa che realizzerà il sistema di trasporto pubblico di massa in città e dal direttore di Amt, l´azienda municipale titolare dell´appalto, Carlo Alberto Voi, dopo l´incontro con la sovrintendente ai beni architettonici e paesaggistici Gianna Gaudini. Era stata quest´ultima, anche in un´intervista al nostro giornale, ad affermare che i manufatti rientranti nel progetto del filobus, e in particolare quelli per il centro urbano, dovranno essere compatibili per dimensioni e caratteristiche a un contesto urbano storico-monumentale come quello scaligero. La Gaudini aveva citato espressamente punti come la zona della chiesa di San Fermo, vicino al Ponte Navi, oppure quella di Castelvecchio, in cui porre particolare attenzione alla forma dei manufatti.
Così, in previsione della prossima Conferenza dei servizi sul filobus, in programma il 15 settembre, Amt e Ati (associazione temporanea d´impresa) hanno fissato con la Soprintendenza le moda! lità operative e condiviso alcuni punti fermi sulla tipologia! costruttiva. Questo dovrebbe facilitare i lavori e anche l´espressione di un parere finale da parte della stessa Soprintendenza.
L´ITER amministrativo-progettuale del filobus comunque sta procedendo a passi spediti. Anche ieri, in azienda, presente l´assessore alla mobilità Enrico Corsi, sono stati compiuti progressi. Entro qualche giorno verrà perfezionata la documentazione per definire il mutuo da una quarantina di milioni che l´Amt ha acceso per pagare la parte del sistema filoviario non coperta dal finanziamento statale di 86 milioni. L´azienda, presieduta da Germano Zanella, e i tecnici dell´Ati (la mandataria Consorzio Cooperative Costruzioni, con consorziata Cdc, Soveco e Mazzi come costruttori, Alpiq Intec, Balfour Beatty Rail spa, Vossloh Kiepe, Vdl, con Apts, Technital e Girpa) hanno inoltre discusso gli ultimi dettagli in vista della sottoscrizione del contratto. Terminato il quale l´Ati avrà quattro mesi al mass! imo per presentare il progetto esecutivo. Ciò significa che all´inizio del prossimo anno potrebbero partire i lavori.
L´opera, lo ricordiamo, consiste in due percorsi di sistema filoviario, uno da San Michele allo Stadio e uno dal policlinico di Borgo Roma a Ca´ di Cozzi, per totali 23 chilometri e 800 metri. Di cui 16 fuori dalla mura cittadine — dove il mezzo procederà con le “bretelle”, a trazione elettrica — e sette nel centro città, dove si sposterà con motore diesel Euro 6, il più ecologico possibile. Verranno costruiti anche i parcheggi scambiatori a Ca´ di David, San Michele Extra e Verona sud, il deposito dei mezzi (38, da 18 metri ciascuno) alla Genovesa, vicino al casello autostradale di Verona sud.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 7/08/2012

Note: CRONACA – Pagina 11