Il presidente di Amt Francesco Barini con un rendering del filobus

IL PROGETTO. Si riapre la questione dei finanziamenti non arrivati da Roma. Il consigliere di opposizione: «Non sarà pronto nei tempi previsti, Sboarina riferisca in aula»
Pressing di Amt, il direttore Voi: «Anche per questo i cantieri rallentano. E problemi per sottoservizi vetusti e condizioni meteo avverse. Bertucco: «Rimpallo di responsabilità».
Mancano ancora i soldi da Roma per pagare il filobus, «e questo è uno dei motivi del rallentamento dei cantieri». Lo ammette, senza se e senza ma, Carlo Alberto Voi, Responsabile unico del procedimento (Rup) del filobus Opera, di cui Amt è stazione appaltante. E Voi alza ora il livello del pressing con il ministero delle infrastrutture e i trasporti per ottenere i primi soldi. In modo da dare una scossa ai cantieri e «per evitare la sospensione dei lavori», come dice Voi al ministero. Insomma: senza soldi, stop ai cantieri.La filovia, lo ricordiamo – voluta dall’Amministrazione Tosi nel 2007, quindi quasi 13 anni fa – costerà 143 milioni, di cui 86 dovranno essere finanziati dallo Stato, che deve darli al Comune che li gira ad Amt, presieduta da Francesco Barini. Mentre i restanti 57 milioni li metterà l’Amt, azienda di proprietà del Comune, accendendo un mutuo. Ricordiamo che il Comune di Verona chiese un cofinanziamento per un sistema di trasporto pubblico di massa alternativo agli autobus 25 anni fa. Inizialmente fu progettata la tramvia su rotaia, poi dal 2007 Tosi volle il filobus, che ora sarà tutto elettrico, con le “bretelle” fuori città e senza vicino al centro. L’obiettivo iniziale è di averlo pronto fra due anni.Ora però come detto Amt attende da Roma i soldi, che nel frattempo ha anticipato circa tre milioni, per pagare i costruttori. Per andare avanti con i cantieri. Tanto risulta, esplicitamente, in una nota del 19 novembre inviata da Carlo Alberto Voi, Responsabile unico del procedimento (Rup) del filobus, inviata al ministero all’Ufficio trasporti a impianti fissi (Ustif) che a una richiesta precedente ha risposto che mancava documentazione.Spiegato all’Ustif che «tutti i documenti richiesti sono stati inviati», Voi in conclusione auspica che «la verifica contabile», da parte del ministero, «sia eseguita nel minor tempo possibile, considerato che, ad oggi, non sono state liquidate somme di alcuna natura e che questa azienda, al fine di garantire il rispetto degli accordi presi con il Ministero delle infrastrutture e trasporti e il Comune di Verona, ha sostenuto l’esposizione finanziaria per la liquidazione delle somme relative alle attività connesse all’appalto a oggi maturate, per evitare la sospensione dei lavori».Sul tema – come avevano fatto il 30 dicembre scorso Mauro Bonato e Michele Croce, rispettivamente consigliere comunale e leader di Prima Verona – interviene ora Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune. Che in una nota spiega come «alla lettura del carteggio tra Amt e ministero dei Trasporti sembra che la commedia degli errori della vicenda filobus stia toccando uno dei punti più drammatici».Bertucco sottolinea che «nel dialogo a due manca la voce del Comune di cui il direttore Amt parla al futuro su due dei sette punti contestati dal Ministero: “La richiesta di erogazione sarà trasmessa direttamente dal Comune in quanto titolare del finanziamento”. E “La delibera di approvazione del progetto ai sensi del DPR 753/80 da parte del Comune di Verona è tutt’ora al vaglio della Direzione generale del Comune”. Siamo quindi di fronte al solito scaricabarile tra Ministero, Comune e Amt dove a rimetterci è solamente la città». E «i ritardi a oggi accumulati sono già tali da rendere praticamente impossibile il rispetto della scadenza del gennaio 2022. Il sindaco venga a riferire in Consiglio comunale».Voi, da noi interpellato anche ieri, rimarca che «l’erogazione dei finanziamenti provoca rallentamenti ai cantieri, unitamente alle condizioni meteorologiche che non ci hanno dato una mano nei mesi scorsi e alla situazione dei sottoservizi esistenti, che risalgono a decine di anni fa. Il panorama è dunque complicato. D’altra parte», conclude Voi, «stiamo costruendo un’infrastruttura complessa, che coinvolge una serie di problematiche»

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 11/01/2020

Note: Enrico Giardini