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SECONDA CIRCOSCRIZIONE. Preoccupazione in Consiglio: «Il progetto non tiene conto dell’impatto sulla mobilità».

Lavori filobus, il punto sulla tratta in seconda circoscrizione: «Manca un piano del traffico per via Mameli».

 

La preoccupazione emerge dal Consiglio di via Villa durante l’incontro con il direttore generale di Amt, Carlo Alberto Voi, che ha illustrato il sistema filoviario per la città e, in particolare, il progetto esecutivo nel secondo stralcio che coinvolge il territorio governato dal parlamentino di piazza Righetti: da piazzale Cadorna all’area di Ca’ di Cozzi. I timori per quanto potrà accadere in via Mameli, l’arteria che da Borgo Trento porta a via Preare e a Parona, sono stati condivisi anche dalla consigliera comunale Elisa La Paglia presente in aula.«Manca un piano della mobilità», commenta, «come pure non ce n’è uno per il trasporto pubblico. Sono lacune non secondarie e che non permettono di armonizzare il futuro arrivo del filobus con le esigenze dei quartieri e dei cittadini». Il riferimento è per via Mameli, Avesa e Quinzano. Ma a soffrire sarà anche la zona a sud di Ponte Crencano, l’area che insiste su via Duse. Il tracciato appare anche un «po’ corto», perché è «più naturale proseguire sino a Parona», un quartiere che ad oggi sembra dimenticato dal tracciato del filobus. A «bloccare» un progetto per un tratto più lungo, però, è la stessa tecnologia utilizzata che essendo interamente elettrica si avvale di batterie ricaricabili e, pertanto, l’attuale segmento elettrificato non garantirebbe una ricarica sufficiente per l’arrivo dei mezzi sino a Parona. Per giungere nel quartiere, infatti, si dovrebbe estendere il servizio elettrico di ricarica, ma ad oggi non è previsto. Tra i problemi di durata delle batterie c’è anche la dovuta climatizzazione del mezzo durante il periodo estivo, che richiede molta più energia del riscaldamento nel periodo invernale. Il focus è però su via Mameli che con il filobus perderà due delle attuali quattro corsie e dove transitano ogni giorno circa 35mila auto, senza una strada alternativa. I dubbi riguardano anche le attuali linee di trasporto pubblico 21, 22, 23 e 24. «Se, per le linee 21 e 22», dice Grigolini, «che arrivano da Parona si può presupporre si fermino al parcheggio scambiatore previsto nell’area di Ca’ di Cozzi, non si sa nulla delle linee 23 e 24 rispettivamente dirette ad Avesa e Quinzano. Manca ancora un piano in grado di rispondere a questi aspetti della mobilità». Paola Bressan (Battiti) ricorda che il «problema della sovrapposizione del percorso del filobus con le linee di autobus è stata posta più volte, ma non è stata mai avanzata una soluzione». M.Cerp.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 18/03/2017

Note: CRONACA - pag. 15