Mauro Fiorese, Treasure Rooms del Museo Archeologico Nazionale - Napoli, 2015, stampa ai pigmenti su carta cotone, Courtesy Boxart

L’EVENTO. Apre domani alla Galleria d’arte moderna un’esposizione dedicata al fotografo scomparso nel 2016
A Palazzo della Ragione ventisei scatti che svelano i «serbatoi di sorprese», da Castelvecchio al Mart di Rovereto, da Capodimonte alla Galleria degli Uffizi

Negli ultimi tre anni di vita, il fotografo Mauro Fiorese si dedica a un progetto ambizioso, «Treasure Rooms», che porta alla luce i luoghi in cui sono conservati i capolavori dell’arte italiana. Si tratta dei depositi dei grandi musei, «serbatoi di sorprese», li definisce Salvatore Settis. Uno scatto del progetto, nel 2015, si aggiudica il primo premio di Codice MIA assegnato da una giuria internazionale. Con le sue «stanze del tesoro», Mauro Fiorese (Verona, 1970-2016) era andato nel 2016 ad inaugurare la sua prima mostra oltreoceano, nella prestigiosa Robert Mann Gallery di New York. Al ritorno, la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, con l’istituzione ad ArtVerona del Premio “Ottella For GAM”, acquisisce un suo lavoro dal titolo Treasure Rooms degli Scavi di Pompei – Napoli 2015. Poche settimane dopo, il 4 dicembre, a soli 46 anni, Mauro Fiorese si spegne. L’anima dell’artista, che ha sempre cercato di ricongiungere il visibile con l’invisibile, rivivrà nella grande «annunciata» esposizione alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti – Palazzo della Ragione, Cortile Mercato Vecchio, Mauro Fiorese. Treasure Rooms (2014-2016). Domani, giovedì 4, alle 18, ventisei caveau dei grandi musei italiani, ritratti dal fotografo veronese cittadino del mondo, si svelano per la prima volta al pubblico nella mostra curata da Patrizia Nuzzo, curatore responsabile delle Collezioni d’Arte Moderna e Contemporanea della GAM e Beatrice Benedetti, direttore artistico della Galleria Boxart. Un’esposizione, promossa dai Civici Musei del Comune di Verona in collaborazione con la Galleria scaligera Boxart, con il patrocinio di ICOM-Italia e del FAI Delegazione di Verona. I ventisei scatti della serie – messi a disposizione dalla Galleria Boxart che ha sostenuto il progetto – sono stati realizzati dal 2014 al 2016 e hanno ritratto i depositi dei maggiori musei italiani, in tutto tredici, tra i quali: il Museo di Castelvecchio a Verona, la Galleria degli Uffizi, la Galleria Borghese, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Capodimonte, Museo Correr, Mart di Rovereto.Il percorso espositivo accompagna lo spettatore dietro le quinte, attraverso immagini e proiezioni video inedite, riavvolgendo idealmente la pellicola di tre anni di viaggio all’interno dei Sancta Santorum della Grande Bellezza italiana.

Note: Maria Teresa Ferrari