LA RINASCITA. Conclusi i lavori davanti alla chiesa. Il sindaco si augura che simili iniziative non rimangano fatti isolati
Dindo (Angeli del bello): «È stato possibile grazie a un benefattore» Intervento da cinquemila euro I volontari all’opera per 300 ore.Un inno all’armonia. Così si presenta piazza San Nicolò dopo il brulichio dellle settimane scorse con gli Angeli del Bello che hanno ancora omaggiato Verona.L’ARREDO. Rose cubane, dai petali rosa e i pistilli gialli, riprendono la cromaticità degli edifici intorno, mentre gerani veri, ben diversi da quelli che si vedono ai balconi, fino a novembre fioriranno accanto a hemerocallis gialli nel perimetro che ripercorre la forma ovale dell’aiuola centrale, dove spicca la scultura del Bogoni dal basamento riverniciato a nuovo.TAGLIO DEL NASTRO. Ieri è stato il giorno dell’inaugurazione ufficiale, dopo che le transenne di protezione del piccolo cantiere allestito grazie alla ditta Bellè, erano sparite già da qualche giorno.Per circa un mese un gruppo di Angeli del Bello, sostenuti dalle braccia forti e volonterose di alcuni richiedenti asilo, si sono rimboccati le maniche trasformando la piazza in 300 ore donate gratuitamente alla città, e attenendosi alle direttive del progettista Giuseppe Magnabosco.L’ANALISI. «La rivoluzione non avrebbe potuto realizzarsi se non ci fosse stato un mecenate a finanziarla con ben oltre 5 mila euro», precisa Stefano Dindo, presidente dell’associazione nata per garantire decoro e cura degli spazi pubblici. «Il Comune ha fatto la sua, approvando il progetto in tempi rapidi, e speriamo che quanto accaduto possa ispirare anche altre persone abbienti che ci tengono a vivere in una città gradevole e ben tenuta. Mentre eravamo al lavoro si sono fermate centinaia di curiosi e passanti e ciò favorisce la coesione tra chi abita gli stessi spazi e apprezza decoro e armonia».BENEFATTORE. Il «protettore del bello», che ci tiene a rimanere anonimo, vive nella piazza, di cui è un costante osservatore, e le decine di viaggi intercontinentali fatti per lavoro, hanno persino rafforzato il suo attaccamento a Verona. «Spero ora nel senso di civiltà di chi frequenterà la piazza e nel costante mantenimento del verde», confessa, dichiarandosi persino pronto a una nuova donazione se il regalo fatto si rivelerà un «buon investimento».Per ora la soddisfazione è piena, anche da parte del primo cittadino, che ha già dichiarato il suo sostegno all’associazione di volontari, augurandosi che tutti i 255 mila abitanti di Verona aspirino a indossare le casacche arancio degli Angeli del Bello.Dichiara il sindaco Federico Sboarina, che si è recato ieri sul posto con una buona schiera di assessori e consiglieri comunali: «Chi amministra non èuò che essere innamorato della propria città, e spero che simili iniziative fungano da volano e abbiano un effetto contagioso per tanti altri veronesi con la voglia e desiderio di prendersi cura degli spazi comuni, diventando reali custodi della bellezza della nostra Verona».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 2/06/2018

Note: Chiara Bazzanella - Foto Marchiori