La Casa della badessa in via San Giovanni in Valle

 

La Casa della badessa in via San Giovanni in Valle è ormai in rovina
Fondato nel XV secolo, il complesso di Santa Chiara già nel ‘500 godeva di grande prestigio: negli statuti del Monte di Pietà, fondato nel 1490, si stabilì che la cassa dei denari del Monte fosse «messa nel monastero de le venerabil donne et monache di Santa Clara in Verona, per esser quel loco securissimo da foco e da furti, stando nelle mani di quelle fedelissime e devotissime religiose». Le monache di Santa Chiara furono le prime custodi dei beni del Monte di Pietà che dovevano essere distribuiti ai poveri. Nel 1424 Cortesia Serego aveva fondato il convento di Santa Chiara acquistando un palazzo in Contrada San Giovanni in Valle. Nel 1437 c’erano già 40 monache. La chiesa viene consacrata nel 1536 dal vescovo Matteo Giberti. Nel 1600 le monache sono 120. Nel XIX secolo il convento, dove le monache sono una cinquantina, rischia il tracollo definitivo in seguito alle soppressioni napoleoniche del 1810 che trasformano il convento in un magazzino militare, fabbrica di nitro e abitazioni popolari. Segue in incendio che distrugge il magazzino dei grani. Nel 1857 si istituisce a Verona l’Opera dell’Adorazione perpetua di Gesù Sacramentato, con adesione delle Clarisse di Santa Maria delle Vergini e il trasferimento di 12 monache per questa finalità a Santa Chiara. Nel 1858 vengono avviati i lavori di ripristino della chiesa e del convento, poi sospesi a causa delle guerre e ripresi nel 1860. L’anno dopo si inaugurava nel coro restaurato anche l’organo. Ma nel 1866, a seguito della Legge delle Guarentigie per la soppressione degli Ordini religiosi, le moanche rischiano di nuovo lo sfratto. Nel 1896 la Commissione per l’Adorazione Perpetua, associazione laica, ottiene Santa Chiara e le suore possono restare. Nel 1897 altro restauro mentre la Commissione acquista Santa Chiara. Nuovo restauro nel 1906, con ristrutturazione della chiesa e innalzamento della cupola. Nel 1965 le monache se ne vanno per sempre, trasferite a Novaglie. E dal 1974 il bene passa al Comune. Spogliata dai vandali, che fecero scempio anche degli altari durante l’abbandono, tra gli anni Sessanta e Ottanta, oggi conserva tracce del suo antico splendore.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 21

Data: 22/04/2018