Gli assessori Segala, Zavarise (al centro) e Zanotto (a destra) a Forte Procolo nelle pulizie di un anno fa

PATRIMONIO DA SALVARE. Svolta vicinissima per il complesso austriaco in zona navigatori, da decenni in stato di abbandono. Entro il 15 maggio va inviato il progetto
Il demanio lo cede gratis al Comune, purché sia valorizzato. «Il piano è pronto: sarà aperto a tutti per svago, sport e visite guidate storico-culturali»

C’è la svolta. Il demanio lo regala al Comune. A patto però che questo lo valorizzi. Quindi è corsa contro il tempo per presentare entro metà maggio all’agenzia statale, proprietaria, il maxiprogetto di un grande parco urbano a Forte Procolo, in zona navigatori. È questo il regalo a Verona. Sarà un parco aperto a tutti, a cominciare dai bambini. E la fortezza, sistemata, verrà messa a disposizione di associazioni di volontariato e sportive.L’area dell’ex edificio militare austriaco – Forte San Procolo il nome completo, costruito nel 1840-41 per volere del feldmaresciallo Radetzky, e intitolato al quarto vescovo di Verona, a cui è dedicata anche la chiesa adiacente alla basilica di San Zeno – è da decenni in stato di degrado e abbandono. Ma diventerebbe così un nuovo tassello nel piano per valorizzare dal punto di vista storico, culturale e ambientale, l’immenso patrimonio di edilizia militare veronese. Che va dai forti, oltre venti, ai bastioni, ai valli e alle mura.IL PIANO. Sono molteplici dunque le funzioni che l’Amministrazione comunale sta inserendo nel programma di valorizzazione del forte, da inviare al demanio entro il 15 maggio, alla scadenza dei novanta giorni assegnati dall’agenzia al Comune di Verona. Ciò dopo cinque anni dalla richiesta di trasferimento avanzata da Palazzo Barbieri, il 3 giugno 2015.«Stiamo ultimando il piano per rilanciare Forte Procolo e l’area circostante, che presenteremo al demanio, per rendere questo splendido luogo vicino al centro abitato del quartiere Catena-navigatori uno spazio pubblico per la città, vivibile. Con un parco e strutture per sport e svago, con visite guidate storico-culturali, quando il demanio ce lo cederà», dicono l’assessore ai lavori pubblici Luca Zanotto, all’urbanistica e ambiente Ilaria Segala e al commercio Nicolò Zavarise.Per il compendio, in passato, c’era stato un progetto dell’Azienda ospedaliera per ricavarci un parcheggio per i dipendenti che lavorano nel vicino ospedale di Borgo Trento. In seguito però, ricorda Zanotto, l’Azienda si orientò a utilizzare lo spiazzo della caserma Riva di Villasanta, poco distante. Dove, dopo anni di abbandono, si costruirà la sede unica veronese dell’Agenzia delle Entrate. E dove ci sarà un parcheggio da 130 posti auto. «Non è escluso, comunque, che una piccola parte dell’area di Forte Procolo possa ospitare anche un parcheggio per l’Azienda ospedaliera, ma non superiore ai cento posti auto», rimarca Zanotto, «quindi ridotto».OPERE MINIME. L’opera di riordino del forte non sarebbe nemmeno ciclopica. Poco più di un anno fa infatti, nella giornata di pulizie dai rifiuti dell’area, organizzata dai volontari riuniti nell’associazione Verona Città Fortezza, lo storico Maurizio D’Alessandro, accompagnando visitatori, rilevò lo stato di buona salute dell’edificio. Come disse a L’Arena, gli architetti austriaci non lasciavano nulla al caso. Se le parti in muratura sono in robusti blocchi di pietra, «le travi della soletta non venivano infilate direttamente nelle pareti, perché qualche infiltrazione d’acqua avrebbe rischiato di farle marcire e ledere la loro stabilità. I grandi pali di legno, che sembrerebbero in rovere di Slavonia, poggiano invece su mensole di marmo. E sono ancora sani e perfetti».GRANDE CHANCE. «Stiamo cogliendo una straordinaria opportunità per dare alla città un altro grande parco e uno spazio di visite, come in altri forti», dice la Segala, che con Zanotto e Zavarise e alcuni consiglieri partecipò alla giornata di pulizie e visite guidate. Altri forti già valorizzati sono stati negli anni il forte Gisella, a Santa Lucia, il San Mattia, sulle Torricelle, il Preare a Montorio, il Chievo, il bastione di San Giorgio. Ora si sta lavorando al masterplan per il Santa Caterina, in zona Porto San Pancrazio. E poi c’è l’Arsenale.AI VERONESI. Come ricordò D’Alessandro, gli austro-ungarici utilizzarono il San Procolo e altri forti fino al 1866, quando il Veneto entrò nel Regno d’Italia e l’esercito entrò a Verona attraverso Porta Vescovo. Da allora fu l’esercito italiano a sfruttarlo – le pareti interne riportano le scritte dei soldati del primo Novecento, compreso un «Abbasso la naia» – ma soprattutto come deposito. Mentre a uso caserma fu preferita la Riva di Villasanta. Ora Forte Procolo può diventare ancora di più dei veronesi

 

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 24

Data: 24/04/2020

Note: Enrico Giardini