FEDERALISMO DEMANIALE. Prosegue l’acquisizione di beni statali
Forte Sofia e il bastione di Spagna al Comune
Forte Procolo, per ora escluso dell’accordo, resta nel degrado
. ma l’assessore porterà il caso a Venezia

È questione di giorni e Forte Sofia, il complesso austriaco che guarda dall’alto Borgo Trento e la Valdonega, diventerà di proprietà del Comune. Quindi Palazzo Barbieri entrerà in possesso anche della parte esterna del bastione di Spagna, rivolta verso il quartiere Catena, ovvero, «la fascia a ridosso di viale Colombo che va dalla scuola media Alighieri fino alla curva dello stradone stesso, inclusi i campi di calcio della società sportiva Crazy», fanno sapere dal settore comunale del Patrimonio. «Per l’acquisizione di quest’ultimo bene, però, va prima corretta qualche inesattezza catastale. Ma siamo a buon punto».Un passo avanti, dunque, nell’adempimento del federalismo demaniale e prende corpo l’accordo «trilaterale» fra Comune, Demanio e Soprintendenza, stipulato nel 2012, che prevede la graduale cessione all’ente locale del sistema delle fortificazioni cittadine, decretato «Patrimonio dell’umanità» dall’Unesco, e finora di competenza statale.NUOVE ACQUISIZIONI. Il forte, intitolato all’arciduchessa Sofia di Baviera, è l’ultimo a passare a titolo gratuito dal Demanio al Comune. Esso va ad aggiungersi ai complessi austriaci ottenuti di recente da Palazzo Barbieri: il Santa Caterina di Porto San Pancrazio, il Preara di Montorio, il Lugagnano di San Massimo, la prima Torre Massimiliana sulle Torricelle e, precedentemente, il San Mattia, sempre sulle Torricelle, il Gisella di Santa Lucia, e forte Azzano in Zai.Forte Sofia, grazie a una convenzione stipulata tra amministrazione comunale e Demanio, è già stato affidato alle cure dell’omonima associazione di promozione sociale che, oltre ad occuparsi della manutenzione ordinaria, vi organizza eventi culturali. Il bastione esterno di Spagna è la prima consistente porzione dei nove chilometri di mura magistrali a diventare patrimonio comunale. A Palazzo Barbieri, inoltre, fanno già capo le cinque porte monumentali della città: le sanmicheliane Porta Nuova, Porta Palio e Porta San Zeno, di epoca veneziana; Porta San Giorgio e Porta Vescovo, risalenti al periodo scaligero.FORTE PROCOLO. Cosa resta fuori dall’accordo? Molto, in realtà. Sono ancora di competenza statale, quindi essenzialmente privi di qualsiasi manutenzione, un centinaio di ettari fra bastioni, caserme, campi trincerati e antichi magazzini. Ma la situazione più critica, anche alla luce della sua vicinanza all’abitato, riguarda forte San Procolo, in viale Colombo: la «testa» del bastione di Spagna. Totalmente in abbandono, il forte, qualche tempo, fa sembrava potesse interessare all’Azienda ospedaliera per ricavarne parcheggi. Poi non se n’è fatto più niente.Risale a qualche giorno fa l’ennesimo sgombero di accampamenti abusivi nell’area esterna del forte, come pure l’ennesimo sopralluogo del Pd per puntare l’attenzione sul degrado che lì regna sovrano, con rifiuti abbandonati e proliferare di topi tra la vegetazione incolta.Ma l’amministrazione comunale, attraverso l’assessore Edi Maria Neri (Patrimonio), promette attenzione sulla difficile questione: «Non si può andare avanti così», concorda Neri.A VENEZIA. «Ho già fissato un appuntamento con i dirigenti del Demanio, a Venezia, per fare il punto sui passaggi di proprietà e per parlare anche di forte San Procolo». «Noi non vediamo l’ora di acquisire l’intero sistema di mura e forti», aggiunge l’assessore, «ma è d’obbligo procedere con i piedi di piombo, perché su molti di questi beni pendono purtroppo problemi di tipo catastale e aporie varie. Non possiamo accollarci problematiche che poi faremmo fatica a risolvere. Per prima cosa, insieme al Demanio, vanno sanate le criticità».E poi? «Sotto l’aspetto di gestione, manutenzione e controllo, si tratta di beni costosi. Va quindi assolutamente cercata la collaborazione delle associazioni. Per fortuna il volontariato è una realtà di grande spessore a Verona. Sono fiduciosa».

Lorenza Costantino

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 10

Data: 30/10/2017

Note: Lorenza Costantino