image
PRIMO GIORNO DI APERTURA. Dopo le pulizie dei volontari che hanno lavorato per un mese.
La responsabile dell´associazione: «Abbiamo bisogno dell´aiuto di tutti per adottare questo luogo, abbandonato da una decina d´anni».
Volontari, soci, curiosi e tante braccia al lavoro. Ieri il via vai a Forte Sofia è stato incessante, in occasione della prima giornata di apertura al pubblico, tra interventi di ripulitura e visite guidate. Un mese fa, l´omonima associazione di promozione sociale, composta da cinque giovani fondatori, ha ricevuto le chiavi del caposaldo austriaco dal Comune. La concessione, per ora, è in una sorta di limbo, in attesa che, grazie al federalismo demaniale, la struttura passi nella mani di Palazzo Barbieri, che potrà quindi affidarne liberamente la gestione a chi vuole.
In 30 giorni, i volontari che si sono già radunati intorno al Forte del 1838 – che spicca a pochi metri da Borgo Trento, nella salita dalla “lasagna” che porta anche al Cerris – hanno spazzato via roveti impenetrabili e cataste di erbacce e detriti. Ieri il lavoro, a porte aperte, è proseguito. E così sarà nei prossimi fine settimana, per ripristinare ! al meglio il suggestivo contenitore, e renderlo un nuovo punto di riferimento per la città a partire dalla prossima estate.
«L´obiettivo è di avviare un progetto partecipato», dichiara la responsabile della comunicazione per l´associazione Forte Sofia, Silvia Bevilacqua. «Abbiamo bisogno della collaborazione di tutti, e che ciascuno adotti questo angolo delle Torricelle a seconda delle proprie possibilità».
«Dopo che avremo ripulito il Forte avremo una visione d´insieme che ci permetterà di valutarne tutte le potenzialità», sottolinea la presidente dell´associazione, Laura Ferro. «Siamo contrari a progettualità chiuse e autoreferenziali, e reputiamo che l´unico modo di riabilitare concretamente la struttura, sia quello di agire in rete».
Gli spazi interni, nel singolare corridoio circolare, saranno dati in affitto a singole associazioni, per l´avvio di corsi, allestimenti, mostre e quant´altro. «Siamo s! tati contattati da uno studio di registrazione», riprende Bev! ilacqua. «Trattandosi di uno snodo unico verso il centro con una vista panoramica unica, promuoveremo senz´altro anche gli itinerari turistici e il recupero del parco delle mura già proposto da Legambiente».
L´area è abbandonata da una decina di anni. Piccionaia militare nella prima guerra mondiale, poi prigione fascista e infine magazzino della forestale, la postazione austriaca era finita nel dimenticatoio e nel degrado. Commenta il presidente della seconda circoscrizione, Filippo Grigolini: «Si tratta di un vero e proprio tesoro riscoperto. Non avevo idea di quanta bellezza vi fosse racchiusa e sosterremo le attività di chi lo avrà in custodia».
Ciò che l´associazione chiede, al momento, è il massimo coinvolgimento dei cittadini e la divulgazione del progetto in corso. I soci, soltanto ieri, sono lievitati a 100, con un semplice contributo annuale di 20 euro, mentre la pagina Facebook Forte Sofia ha già accumulato oltre 400 “! mi piace”. Poi ci sono imprese del territorio, come la edile Zamboni di di San Giovanni Lupatoto, che hanno optato per mettere a disposizione gratuitamente professionalità e strumenti per una pulizia approfondita del verde che negli anni ha preso il sopravvento.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 18/11/2013

Note: CRONACA – Pagina 10