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La città che cambia. Dal Tiberghien alla Passalacqua, stanno procedendo a rilento i piani di recupero e trasformazione di monumenti e siti industriali dismessi.

Il nodo principale è l’Arsenale. Anche dopo l’ultimatum del sindaco, l’impesa ribadisce: difficile la sostenibilità economica

Freno a mano sui grandi progetti di recupero di monumenti e di siti industriali dismessi. Quali? Progetto di nuovo Arsenale sempre più in bilico: è il nodo più grosso da sciogliere. Anche dopo l’ultimatum del sindaco Flavio Tosi all’impresa Rizzani de Eccher e a Contec a dire se vogliono o meno procedere con la nuova proposta di project financing per riconvertire il complesso. Ma Contec dice: «Stiamo verificando la sostenibilità economica del nuovo progetto, ma siamo favorevoli ad arrivare a definire quanto prima i tempi».E ancora: cantiere del parcheggio adiacente stoppato dalla Sovrintendenza per il ritrovamento di una cisterna. Poi, case e parco all’ex caserma Passalacqua a rilento, dopo la brusca frenata anche in questo caso per ritrovamenti archeologici. Fermo anche il progetto di riconversione dell’ex lanificio Tiberghien, a San Michele Extra (altro articolo), per un vincolo della Sovrintendenza. Dovrebbero sorgervi case, un albergo e un supermercato.Sul fronte della Passalacqua (nel cui complesso, peraltro, entro fine mese verrà aperto il Bastione delle Maddalene, restaurato, con una quota di parco, dove potrebbe allestito il centro documentale del Parco delle mura) Tosi ha detto di confidare in un dialogo positivo con il nuovo sovrintendente ai beni paesaggistici e monumentali, Fabrizio Magani, per fare in modo che il cantiere possa riprendere. Nel complesso di Veronetta, vicino all’Università, lo ricordiamo, sorgeranno case di edilizia sovvenzionata e convenzionata e anche a libero mercato, e poi negozi, uffici e un parco urbano.L’ostacolo resta l’Arsenale. In base al nuovo progetto Contec-Rizzani de Eccher (determinato dalla decisione di Giunta del 15 ottobre 2014: quasi un anno fa) la parte di edifici in concessione a privati scende a meno del 30 per cento: 5.296 metri quadrati, a cui si aggiunge la concessione del diritto di superficie per un possibile ampliamento di 1.200 metri quadrati. Ma il nodo è la durata della concessioni al privato.Interventi previsti nella parte pubblica: restaurare la palazzina di comando, per mostre e congressi. Sistemare gli edifici della corte est per scuola d’infanzia, con un piccolo parco, locali per mostre e cultura, spazio-giovani, associazioni, volontariato. La parte privata? Riqualificare la corte centrale, per attività commerciali come città del gusto, caffè-teatro, spazi per cultura, design e la moda. Investimento di 27,5 milioni, di cui 12 messi dal Comune, compresa la concessione del diritto di superficie ai privati della corte centrale.«Siamo d’accordo nel voler definire il progetto in tempi brevi», dice Giorgio Ferrari, architetto di Contec, progettista. «I problemi sono legati alla diversa impostazione del project chiesta dal Comune. Il possibile passaggio da 99 a 70-80 anni del diritto di superficie sulla corte centrale cambia in maniera radicale la bancabilità del progetto, perché le banche fanno più difficoltà a concedere finanziamenti».Intanto, il capogruppo del Pd in Comune Michele Bertucco ribadisce che «l’ultima proposta presentata non riguarda il complesso, ma solo una parte. Il pericolo è che con i temi che slittano arrivi un ulteriore degrado, all’Arsenale e quindi quei 12 milioni che ha in cassa il Comune non vengano utilizzati. Chiediamo una commissione urgente sul tema».

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA - cronaca -pag. 18

Data: 4/09/2015

Note: Enrico Giardini