EMERGENZA FREDDO. Acque Veronesi al lavoro tutto il giorno: la condotta in ghisa rotta per lo sbalzo termico e le sollecitazioni dei mezzi in transito. Disagi anche oggi
Zona di San Giorgio allagata da fiume d’acqua ghiacciata. Il sindaco Sboarina punge Cordioli: «Pretendo controlli accurati»
È accaduto un’altra volta, in un’altra delle direttrici più trafficate della città. A poco meno di un mese dalla voragine che si è aperta in corso Porta Nuova rischiando di inghiottire un’auto, ancora un cedimento dell’asfalto causato da un guasto ai sottoservizi. Questa volta è toccato a San Giorgio e il traffico è rimasto letteralmente congestionato per gran parte della giornata. I disagi proseguiranno anche oggi e nei prossimi giorni. Ieri all’alba o durante la notte, una delle vecchie tubature in ghisa in cui corre l’approvvigionamento idrico dell’acquedotto destinato a rubinetti e scarichi si è rotto improvvisamente provocando una vasta perdita che ha sommerso parte della strada creando un’enorme pozza. La pressione dell’acqua ha spaccato l’asfalto rompendo la superficie proprio a ridosso di Porta Trento. Inoltre, il gelo ha ghiacciato alcuni tratti di strada bagnata causando altre criticità alla viabilità.IL GUASTO. Gli agenti della polizia municipale e i tecnici di Acque Veronesi sono arrivati sul posto prima delle 7 e sono rimasti al lavoro tutto il giorno. Gli operai hanno provveduto a svuotare il riversamento d’acqua per poter raggiungere il tubo guasto e capire l’entità del danno. Operazione che però slitta a oggi perché ieri non è stato possibile chiudere tutte le saracinesche che garantiscono l’approvvigionamento d’acqua alla condotta guasta e dunque ad arginare del tutto la perdita. Alcune abitazioni ed attività a ridosso del guasto, così come le vicine scuole Catullo, sono rimaste senza acqua per alcune ore. Ma già prima di mezzogiorno la situazione è tornata alla normalità anche se non è possibile escludere qualche disagio per oggi. «Al momento non si registrano cali di pressione o mancanza d’acqua», conferma Niko Cordioli, presidente di Acque Veronesi.TRAFFICO IN TILT. Da subito, il tratto di strada è stato chiuso in entrambe le direzioni e le auto deviate in Valdonega fino a breccia San Giorgio. I vigili hanno cercato di creare il minor disagio possibile alla viabilità che è stata però messa a dura prova soprattutto in direzione di via Mameli e per chi proveniva da lungadige Matteotti. Fin dalle 8, la Zona a traffico limitato è rimasta aperta in via straordinaria e lo rimarrà fino a cessata emergenza. Nel pomeriggio, il tratto di strada è stato riaperto ma solo in direzione di Ponte Pietra da via Mameli. E la polizia municipale invita ad evitare il transito consigliando, per l’attraversamento est-ovest della città, le circonvallazioni interna ed esterna, invitando anche a anticipare le partenze da casa.LA POLEMICA. «Vogliamo capire se si è trattato di un guasto imprevedibile oppure se era una situazione evitabile. Da Acque Veronesi pretendiamo il controllo di tutte le criticità cittadine e la costante verifica dei sottoservizi, perché situazioni come questa non si ripetano più», ha commentato il sindaco Sboarina che ieri in tarda mattinata era sul posto per verificare la situazione. Replica Cordioli: «Sono tubature in ghisa del 1910, decisamente vecchie. E l’escursione termica, più che il freddo, unita alle sollecitazioni del passaggio di mezzi, ha causato il cedimento. I controlli con la tecnologia georadar li stiamo eseguendo ma hanno un costo e tempi non brevi. Lo studio della situazione in corso Porta Nuova è costato 4.600euro. Per mappare l’area di San Giorgio e, a seguire, l’intera città stiamo attendendo un preventivo dal Comune. Dobbiamo capire tecnicamente, non politicamente, cosa è accaduto». Ma la polemica non finisce qui: il sindaco in serata ha scritto una lettera proprio a Cordioli in cui prende atto, «con rammarico, che a fronte dell’emergenza a San Giorgio, non ha avuto modo di presentarsi in Giunta come da mia richiesta perchè fuori città. Evidentemente, però, non era così distante da impedirle di farsi ritrarre in mattinata in zona lavori e di aggirarsi poi vicino a Palazzo Barbieri». Per Sboarina è «scarsa attenzione e rispetto al ruolo istituzionale».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Note: Ilaria Noro - fotoservizio Giorgio Marchiori