STANZIAMENTO. Sarà presentato oggi ai direttori delle Ulss venete il piano per il contrasto alla ludopatia.
Il denaro è già stato assegnato e il coordinamento scientifico spetta all’Azienda ospedaliera universitaria di Verona

Giodo d’azzardo patologico e cure sanitarie: la Regione ha stanziato cinque milioni di euro
La Regione mette sul tavolo (è il caso di dirlo) oltre 5,3 milioni di euro già assegnati per contrastare il gioco d’azzardo. Viene presentato infatti oggi ai direttori socio sanitari delle Ulss venete e alla stampa il Piano Regionale contro il Gioco d’Azzardo Patologico che siamo in grado di anticipare nelle cifre principali. 5,3 milioni di euro (già assegnati). Il coordinamento scientifico è dell’Azienda ospedaliera universitaria di Verona. I dati del Veneto dicono che sono 32.500 il numero di giocatori d’azzardo stimati (stima media prudenziale: 0,8% popolazione attiva) dei quali 3.200-3.700 potenziali utenti dei Servizi (solo il 10-15% dei giocatori problematici si rivolge ai servizi). Inoltre sono 1761 utenti dei Serd nel 2015; 1881 utenti dei Serd nel 2016 (di cui 765 al primo accesso). La suddivisione degli utenti per patologie connesse al gioco d’azzardo a carico dei Serd delle Ulss venete nel 2016 vede la Ulss 9 scaligera con 309 pazienti.Ma quali sono gli obiettivi generali del piano? Innanzi tutto il contrasto dei problemi azzardo-correlati, in secondo luogo la sensibilizzazione sia della popolazione, degli amministratori e degli opinion leader; poi la sperimentazione di azioni preventive nella scuola e in altri contesti; la facilitazione dell’avvio di percorsi di trattamento per giocatori e loro familiari; la sperimentazione di interventi innovativi per popolazioni speciali (giovani, donne e anziani); l’attivazione di terapie per peculiari comorbilità e/o casi complessi; la implementazione di azioni atte a raggiungere soggetti che non accedono ai servizi; il sostegno all’auto-mutuo aiuto e infine la ricerca clinica. Le azioni di prevenzione, contrasto e cura si rivolgono a tutta la popolazione e, in particolare, ai seguenti ambiti: scuola, amministrazioni comunali, associazionismo e privato sociale, operatori e gestori dei punti gioco, professionisti, forze dell’ordine.Per quanto riguarda le risorse messe in campo, si farà ricorso alla quota veneta del fondo nazionale lotta al gioco d’azzardo patologico pari a 4.050.000 euro ai quali si aggiungono 1 milione 280 mila euro del fondo sanitario regionale per un totale di 5 milioni 330 mila euro.Per quanto riguarda le attività, per la prevenzione sono previsti 1 milione 300 mila euro (24% del budget) per incontri di sensibilizzazione e campagna informativa mediante web e social; formazione agli insegnanti e interventi specifici nelle scuole; incontri e test di screening nei luoghi di lavoro; formazione ai gestori e al personale dei punti gioco, baristi e tabaccai.Per la cura e riabilitazione è prevista una spesa di 3 milioni 520 mila euro (66% del budget complessivo) e si prevede il numero verde regionale dedicato; la consulenza e informazione ai familiari; la collaborazione tra servizi diversi; l’impegno per ampliare l’offerta di cura e sperimentazione di interventi clinici innovativi, nonché interventi mirati per donne, giovani e anziani. Verranno sostenuti percorsi di auto-mutuo-aiuto e sperimentare forme di trattamento residenziale e semiresidenziale.Infine sono previsti 220 mila euro per la ricerca al fine di crere un data-base regionale su flussi di utenza e tipologia utenti; progetti e attività di ricerca in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona.

Tratto da: arena-cronaca - pag.16

Data: 31/08/2017

Note: Laura Perina