Il 3 dicembre, in tutto il mondo,vengono  organizzate diverse manifestazioni ed iniziative per celebrare la Giornata internazionale delle persone con disabilità, proclamata nel 1992 dalla Risoluzione 47/3 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Dopo 26 anni è ancora importante porre il focus sul progetto iniziale che prevedeva il “rafforzare le persone con disabilità e garantire l’inclusione e l’uguaglianza”, ponendo al centro della riflessione e dell’azione globale il potenziamento delle persone con disabilità, nell’ambito di uno sviluppo che sia inclusivo, equo e sostenibile, come previsto dall’Agenda 2030, che si pone l’obiettivo di “non lasciare nessuno indietro” (leave no one behind).

Questo anno si parla di resilienza, ovvero di quella capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità. È possibile? Qualcosa è cambiato? Persistono sacche di stigma e discriminazione verso i disabili? Siamo una società dove i governi, le persone con disabilità e le loro organizzazioni rappresentative, le istituzioni accademiche e il settore privato sono in grado di lavorare come una “squadra” per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile?

Note: la redazione