La ricostruzione del vagone dei deportati a Forte Lugagnano FOTO MARCHIORI

Forte Lugagnano, vagone della morte ricorda l’orrore
Sarà inaugurato domani insieme all’esposizione di una radio galena costruita da un deportato a Buchenwald con legno, rame e una lametta da barba
Iniziativa dell’associazione «Vivere la Storia»

Un vagone ferroviario si aggiunge al percorso storico nel forte Lugagnano, per ricordare la tragedia delle deportazioni. Riprodotto in maniera fedele agli originali convogli diretti verso i campi di concentramento tedeschi, il vagone verrà inaugurato domani alle 10.Nel giorno della Memoria che commemora le vittime dell’Olocausto, l’associazione culturale «Vivere la Storia» fa la sua parte, arricchendo le proposte già esistenti all’interno del compendio asburgico in cui, da ottobre, propone ambienti e situazioni della seconda guerra mondiale.Con l’occasione verrà esposta anche una radio galena, costruita nel 1944 da un deportato italiano, originario di Cuneo, durante il periodo di prigionia nel campo di sterminio di Buchenwald. Si tratta di un pezzo di legno avvolto nel rame in cui una lametta da barba fa da «traduttrice» delle onde, trasformando le vibrazioni in suoni. Un ricettore artigianale che, senza il bisogno di energia elettrica, permetteva ai detenuti di intercettare le notizie da Londra, captando qualche novità sulla guerra in corso.«Il Museo della Radio di Verona, a cui è stato donato, mette a disposizione la singolare quanto geniale invenzione in questo giorno di apertura del Forte», fa notare Gianpietro Fuscalzo, che fa parte del direttivo dell’associazione «Vivere la Storia». «Il vagone resterà esposto in maniera permanente, aggiungendosi alle varie riproduzioni di una casa civile, un bunker americano e un rifugio antiaereo per completare il quadro che, da qualche mese, restituisce tutti gli orrori della seconda guerra mondiale, in particolare nel contesto del territorio scaligero». «Cercheremo di fare il possibile», sottolinea Fuscalzo, « per ricreare, già da domani, i suoni di sottofondo che simulino il rumore dei convogli diretti in Germania, che nella maggioranza dei casi passavano proprio dalla nostra città».Domani, sempre al Forte Lugagnano, sarà possibile visitare ancora la piccola esposizione di pezzi di divise, zaini e mozziconi di matite appartenuti agli alpini e ritrovati nelle fosse comuni della cittadina di Kirov, dove hanno perso la vita durante la campagna di Russia. L’allestimento è stato inaugurato il 13 gennaio e resterà visitabile fino al prossimo 10 marzo.Le prossime domeniche di apertura del Forte, sempre con orario dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17, saranno il 10 febbraio, il 10 marzo, il 14 aprile, il 12 maggio e il 16 giugno, con ulteriori sorprese, agli inizi di giugno, per il 75° anniversario dello sbarco in Normandia.

Tratto da: L'Arena giornale di Verona

Data: 26/01/2019

Note: CHIARA BAZZANELLA