Da sinistra il conservatore dell'anfiteatro Menon, il vicesindaco Zanotto, il soprintendente Magani, il sindaco Sboarina e il direttore della Fondazione Cariverona, Marino

IL CANTIERE. Sindaco e soprintendente danno il via all’intervento di restauro e di rifacimento degli impianti tecnologici
Sboarina: «Il nostro monumento simbolo sarà più bello e sicuro» Fino al 31 marzo lavori nella galleria centrale e negli arcovoli
ENRICO SANTI
Il sindaco Federico Sboarina parla di «giorno storico per la città e per l’Arena». Nella mattinata di ieri si è dato ufficialmente il via alla prima fase del cantiere «per la conservazione, valorizzazione e fruizione dell’Arena come luogo di cultura e spettacolo», finanziato con i 14 milioni da Unicredit Banca e da Fondazione Cariverona. «Mi auguro», gli fa eco il soprintendente ad Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, Fabrizio Magani, «che questo restauro sia anche l’occasione per riflettere sull’equilibrio del monumento rispetto allo spazio urbano, attraverso nuove soluzioni, come la chiusura al traffico di piazza Bra». A tale proposito Magani fa sapere che il Comune «sta riflettendo su quest’idea che si può perlomeno sperimentare». Senza palchi, platea e scenografie il monumento si mostra in tutto il suo fascino. Di fronte a questo scenario di grande suggestione il sindaco confessa di accarezzare un sogno: «Un concerto con l’Arena “nuda” alla fine della prima parte di cantiere. Sarebbe un unicum di fortissimo impatto, così come lo era stato quello di Baglioni con il palco centrale… Vedremo se sarà realizzabile». L’APPUNTAMENTO è alle 11 all’arcovolo 37. Sui tavoli ci sono le mappe delle zone interessate all’intervento: nuovi servizi igienici, sigillatura dei gradoni, rifacimento degli impianti elettrici. Ma anche apertura dei sotterranei ai visitatori e realizzazione di un percorso museale con pannelli multimediali. «L’obiettivo», afferma il sindaco, «è mantenere al meglio il nostro gioiello, antico di secoli e renderlo ancora più bello e sicuro, con impianti tecnologici all’avanguardia». E assicura che il cantiere «è una priorità che la nostra amministrazione si è data e non sono mai stati spesi così tanti soldi, tutti insieme, per la sua valorizzazione, quindi», aggiunge, «non posso che ringraziare Fondazione Cariverona e Unicredit per l’ingente sostegno economico, e la Soprintendenza per la collaborazione nella stesura di un progetto corposo e complesso». E sottolinea che nel corso dei lavori «si valuterà la necessità di ulteriori finanziamenti». I presenti concordano sulla complessità dell’operazione, anche in fatto di tempistica, dal momento che si dovrà permettere l’utilizzo del monumento da marzo a ottobre per i concerti e la stagione lirica. Ecco perché si lavorerà a stralci e serviranno almeno quattro anni. Insieme al sindaco, a visionare i progetti ci sono il vicesindaco con delega ai Lavori pubblici Luca Zanotto, il soprintendete Magani, il direttore di Fondazione Cariverona Giacomo Marino e il conservatore dell’Arena Sergio Menon.«I LAVORI», spiega Zanotto, «saranno divisi in due lotti, e nel giro di quattro anni avremo un anfiteatro visibilmente più bello grazie al restauro dei gradoni e degli arcovoli, ma anche più funzionale e sicuro, con un nuovo sistema tecnologico adeguato alle esigenze del teatro all’aperto più famoso al mondo».Ad occuparsi del cantiere è l’associazione temporanea tra le imprese CCC Cantieri Costruzioni Cemento spa e Romele srl. Obiettivi principali sono il rifacimento e la messa a norma dei servizi e degli impianti esistenti, il miglioramento delle condizioni di conservazione del monumento, completando la sigillatura della gradinata già avviata negli anni scorsi.Questo primo stralcio di lavori terminerà il 31 marzo 2019. Nel frattempo tutta la zona di cantiere sarà preclusa alle visite. Si partirà dalla galleria principale, sul lato sud, lato Palazzo Barbieri. Si toglieranno tutti gli attuali impianti, fognature, impianto idrico sanitario, antincendio e una parte di dorsali elettriche. E verranno sostituite con nuovi impianti. Fatta questa operazione su un lato si passerà al lato opposto. Verranno poi sistemati una serie di arcovoli nei quali è previsto l’inserimento dei nuovi servizi igienici, anche per disabili, sia per il pubblico che per le maestranze della Fondazione Arena. Agli attuali dieci ne saranno aggiunti altri cinque. Si tratta di cellule prefabbricate assemblate all’interno degli arcovoli dopo il restauro di pareti e pavimentazione. A partire dal prossimo anno, invece, si partirà con la sigillatura dei gradoni e lo smantellamento degli impianti elettrici a vista. È previsto anche un intervento per rendere visitabili i sotterranei con un percorso dotato di tutte le condizioni di sicurezza, illuminazione e segnalazione degli ostacoli. Sono previste, infine, opere per l’abbattimento delle barriere architettoniche attraverso una rampa. Scartate, invece, l’ipotesi di un montascala o di un elevatore. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tratto da: arena di verona

Data: 13/11/2018