Un neonato nel lettino dell'ospedale

FIOCCO AZZURRO A LEGNAGO. La ginecologa Baldelli: «È stato un regalo bellissimo per tutti, finalmente una notizia di gioia in un periodo tanto doloroso e faticoso»
La mamma era andata in ospedale con il marito perché aveva le contrazioni, arrivata in Pronto soccorso il piccolo aveva fretta di uscire, è venuto così alla luce sulla barella.
«Una coperta di lana in sala 4».Un annuncio insolito per un pronto soccorso. Ma è quello che è stato fatto l’altra notte al Pronto soccorso di Legnago quando la signora Jessica, con le contrazioni, è arrivata in auto accompagnata dal marito. Una corsa veloce, perchè le doglie avevano iniziato farsi sentire.Nemmeno il tempo di avvisare l’ostetricia che sarebbe arrivata una donna che doveva partorire, che il pupetto ha iniziato a spingere per venire alla luce. E così tutti gli operatori del Pronto soccorso si sono messi a dare una mano per far nascere il bambino. Nel frattempo, sentendo cosa stava succedendo, la ginecologa, la dottoressa Paola Baldelli, dello staff del reparto, era già diretta verso il Pronto soccorso.«La signora era sulla barella ed aveva così tanta forza che la spostava», racconta la dottoressa Baldelli, «così c’era chi teneva ferma la barella perché non scivolasse via, chi sorreggeva la testa della signora, chi le gambe visto che non avevamo tutta la strumentazione che abbiamo in reparto». Racconta veloce, la dottoressa. E dal tono di voce e dalla concitazione si percepisce davvero, che quello che è avvenuto l’altra notte nel Pronto soccorso di Legnago è stato un piccolo miracolo. Un raggio di speranza in mezzo a tanta desolazione.«La signora diceva che non ce la faceva, mentre tutti la incitavano, dai che ce la fai, dai spingi, forza», continua la dottoressa, «lei è stata bravissima, il personale del Pronto soccorso, tutti attorno ad aiutare a fare qualcosa o soltanto a fare il tifo. È stato davvero un bel momento. Poi quell’annuncio, «la coperta di lana in sala 4», perchè è importante mettere subito il neonato al caldo, proteggerlo», aggiunge la dottoressa.«Nel frattempo le ostetriche hanno portato il sacco parto, ma non è stato necessario usarlo. Il bimbo un bel maschietto, è venuto alla luce tra gli applausi e gli incitamenti di tutti. Quando la situazione si è calmata, abbiamo portato mamma e neonato in reparto per finire le operazioni necessarie».Conclude la ginecologa: «Io non ho fatto niente, sono stati bravi i colleghi, perchè non è semplice far partorire se non c’è nessuno che ti dice che manovre devi fare. È stata davvero una situazione emozionante io stessa ho detto i colleghi che questo parto inaspettato in Pronto soccorso è stato un grande regalo. In mezzo a tanti giorni in cui si sentono soltanto dolore angoscia e malattia finalmente un pochino di luce. Attorno alla signora c’erano i colleghi, gli infermieri, tutti con le tute bianche per proteggersi dal Covid-19, e in mezzo, quella creatura che voleva venire al mondo. Di bambini nascere ne vedo e ne ho visti tanti, ma questa è stata un’esperienza unica proprio per il momento che stiamo vivendo, la signora e il bambino, hanno fatto un regalo grande. A tutti. Giovanni, questo il nome del piccolo, è stato un dono. Ora con la sua mamma sono in ospedale qualche giorno, poi torneranno a casa».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 32

Data: 25/03/2020

Note: Alessandra Vaccari